Una situazione eterogenea sulla Tari ma che, ancora una volta, segna il gap fra Nord e Sud. Catania la città più indietro sulla differenziata.

Tari tassa rifiuti città
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Tempo di rincari su tutti i fronti. Utenze ma, a quanto pare, anche alcune tasse viaggiano su ritmi sostenuti. Fra queste spicca la Tari, la tassa sui rifiuti, aumentata un po’ ovunque ma con picchi vertiginosi in alcune zone d’Italia. Il tutto in un momento storico in cui il tema dello smaltimento dei rifiuti attanaglia soprattutto le grandi città. Secondo l’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanza Attiva, la spesa media a famiglia per il 2021 si attesta a 312 euro, ovvero +1,5% rispetto al 2020. Una situazione che, però, non si dipana in maniera uniforme fra tutti i territori. La spesa varia da regione e regione, in alcuni casi da città a città.

Dalle tariffe alla gestione e amministrazione del servizio, la graduatoria delle zone più care sul piano della Tari è abbastanza eterogenea. Se si parla di Regioni, ad esempio, al primo posto si piazza la Campania, con 416 euro di Tari all’anno, persino in ribasso rispetto al 2020, anche se solo dell’1%. In Regione, rimane comunque stabile la raccolta differenziata (52,7%), anche se naturalmente pesa la quantità di rifiuti urbani prodotta: 372 mila tonnellate, trasportate peraltro fuori territorio.

Tari in aumento: ecco dove si paga di più

Come detto, però, il quadro è difforme. Se si analizzano le città, ad esempio, la Tari più cara si paga a Catania, con 504 euro l’anno, mentre Napoli è solo al quinto posto con 455 euro. Nella top 5 rientrano però altre due città campane come Benevento (terza con 464 euro) e Salerno (quarta con 462 euro). Speculare, invece, il secondo posto condiviso fra città e Regione per la Liguria: 407 euro in media per tutto il territorio, con Genova seconda fra le città in assoluto con 480 euro. Terzo posto per un’altra Regione meridionale come la Sicilia: 386 euro, con ribasso dell’1%. Solo settimo posto per il Lazio, con 331 euro di media l’anno. Roma, con 394 euro (in aumento), non rientra nemmeno nella top 10.

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Sul piano delle città, è significativo che ben otto città su dieci siano del Sud Italia. Solo una appartiene al Nord (Genova), mentre l’altra, Pisa (settima con 443 euro, mentre la Toscana tutta è sesta con 339 euro su rincaro del 4%), non può essere considerata una città settentrionale a tutti gli effetti. L’esempio di Catania è lampante: assieme alla medaglia d’argento per la Tari pagata rispetto a tutte le città d’Italia, il comune etneo risulta il più basso in termini percentuali per la raccolta differenziata: 14,5%. Il gap fra Nord e Sud continua a essere piuttosto esteso.