Occhio al conto corrente. Sono tante, infatti, le famiglie che con l’arrivo dell’assegno unico rischiano di dover fare i conti con una brutta sorpresa. 

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A partire dal 2022 farà ufficialmente il suo ingresso nelle nostre vite il tanto atteso assegno unico per i figli. Al momento, infatti, solo coloro in possesso di determinati requisiti, e che non hanno diritto agli ANF, possono beneficiare dell’assegno temporaneo. Mentre a partire dal prossimo marzo dovrebbe entrare ufficialmente in vigore l’assegno unico universale.

Una misura particolarmente attesa, soprattutto perché si attende di capire quale sarà effettivamente il suo impatto sul bilancio di molte famiglie. Proprio in tale ambito si invita a prestare attenzione al proprio conto corrente. Sono tante, infatti, le famiglie che con l’arrivo dell’assegno unico rischiano di dover fare i conti con una brutta sorpresa. Ecco cosa c’è da aspettarsi.

Assegno unico, attenti al conto corrente: tutto quello che c’è da sapere

A partire da marzo del 2022 dovrebbe entrare in vigore l’assegno unico universale. Quest’ultimo, ricordiamo, sarà rivolto ai nuclei famigliari con figli aventi un’età compresa tra i sette mesi della gestazione fino ai 21 anni di età, se a carico dei genitori. A poter beneficiare in particolar modo di questa misura, in base ad alcuni dati della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, così come riportato da Il Sole 24 Ore, saranno le famiglie monoreddito o nuclei familiari numerosi.

L’importo di tale assegno, ricordiamo, risulterà differente in base al valore Isee della famiglia beneficiaria. Proprio partendo da questo presupposto, quindi, è possibile intuire il motivo per cui bisogna prestare attenzione al proprio conto corrente. Per determinare il valore Isee, infatti, vengono presi in considerazione vari elementi, come ad esempio gli immobili posseduti dai genitori.

Ma non solo, ad incidere sul valore finale sono anche i risparmi che lasciamo sul conto corrente. In particolare vengono presi in considerazione buoni fruttiferi, ma anche giacenze medie, conti deposito e auto intestate. A parità di reddito, pertanto, a determinare l’importo dell’assegno unico sarà il valore Isee, con quest’ultimo che, a sua volta, è influenzato da vari fattori. Tra questi, come già detto, propri i risparmi che lasciamo sul conto corrente.

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Questo vuol dire che molte famiglie rischiano di dover fare i conti con un’amara sorpresa. L’assegno, come già detto, non verrà più calcolato sulla base del reddito da lavoro dipendente, bensì dell’Isee. A dover fare i conti con dei cambiamenti immediati saranno coloro con Isee superiore a 25 mila euro. A partire dal 2023, invece, anche quelli con importo più basso.