Dal 25 al 30 novembre ed entro il 31 dicembre. L’agenda delle scadenze fiscali segna parecchie date in rosso. E rischiano di esserlo anche i conti.

Scadenza Rottamazione
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Tutto in un mese. O poco più se si è fortunati. Le scadenze fiscali pesano come un macigno sui contribuenti, con la riattivazione della macchina della riscossione che ha richiamato sui debiti pregressi, nonostante l’emergenza sanitaria sia ancora in atto. E, come ogni fine anno, si fanno i conti, calcolatrice alla mano. Un contesto in cui i numeri diventano un macigno: dal 25 al 30 novembre si concentra il ciclone dei versamenti, con i termini di versamento degli acconti e le dichiarazioni dei redditi e Irap da trasmettere. In cinque giorni, si condensano qualcosa come 62 scadenze fiscali.

La pressione politica e delle categorie interessate per la dilazione dei termini non ha fatto breccia. Persino l’allungamento fino ai primi mesi del 2022 appare un traguardo difficile, se non altro per la prossimità della deadline. Per questo i contribuenti in ritardo con il Fisco guardano con preoccupazione alle prossime settimane, nelle quali si concentreranno le rate da recuperare sia per il Saldo e stralcio delle cartelle che per la Rottamazione ter. Quattro e otto per la precisione. Ritenute troppe per giustificare nuove risorse per la dilazione. Risorse che, al momento, non sembrano nemmeno esserci.

Scadenze fiscali, ipotesi mini-proroga: di cosa si tratta

In pratica, all’orizzonte non si profilano nuove proroghe. O forse una sì, che appare fattibile sia per i tempi che per i costi. Ovvero, dilazionare leggermente le tempistiche per le rate in scadenza, proiettando tutto al 31 dicembre. Davvero un’operazione tampone in ogni caso, non certo sufficiente a fermare la fuoriuscita di denaro dalle tasche dei contribuenti. Questo perché, anche col posticipo di un mese, omettere solo uno degli appuntamenti con le scadenze fiscali potrebbe ripercuotersi sul beneficio. Facendolo saltare e facendo tornare tutto alla situazione di partenza, anzi, con l’incombenza di un saldo anche più rapido.

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Acconti d’imposta e altre scadenze, rappresentano quasi l’80% del totale degli appuntamenti col Fisco delle prossime settimane. Rientra nel gruppone anche l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche del terzo trimestre. Le quali, però, non rientrerebbero nemmeno nella mini-proroga. Le vie d’uscita, in sostanza, non sembrano essere molte. Risorse o no, l’appuntamento con le scadenze fiscali dovrà essere onorato. Con la speranza che l’anno che verrà dia maggiori soddisfazioni sul piano della ripresa.