Quanto percepirà di pensione chi ha uno stipendio pari a circa 1000-1500 euro al mese? Entriamo nei dettagli e scopriamolo assieme.

Pensione stipendio
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Il lavoro nobilita l’uomo, in quanto ci consente di ottenere il denaro necessario per riuscire ad acquistare i vari beni e servizi di nostro gradimento. Allo stesso tempo non si può sottovalutare il fatto che, a causa dei vari impegni e scadenze da rispettare, porti anche a dover fare i conti con un bel po’ di situazioni problematiche. Da qui nasce il desiderio di molti di poter andare finalmente in pensione, in modo tale da avere del tempo libero da poter dedicare ai propri interessi.

A tal fine, come risaputo, bisogna essere in possesso di determinati requisiti, sia anagrafici che contributivi. Se tutto questo non bastasse, vari fattori andranno a determinare l’importo del trattamento pensionistico. Proprio da qui nasce spontanea una domanda: quanto percepirà di pensione chi ha uno stipendio pari a circa 1000-1500 euro al mese? Entriamo nei dettagli e scopriamolo assieme.

Pensione, quanto percepirò con uno stipendio di 1000-1500 euro al mese? La verità che non ti aspetti

Per andare in pensione, come già detto, bisogna essere in possesso di determinati requisiti, sia dal punto di vista anagrafico che dei contributi. Nonostante ciò c’è chi rischia di dover fare i conti con una brutta sorpresa, finendo per percepire un mini assegno. Proprio in questo ambito, pertanto, sono in tanti a chiedersi quanto percepirà di pensione chi ha uno stipendio pari a circa 1000-1500 euro al mese?

Ebbene, come è facile intuire, non è possibile fornire una risposta a priori, in quanto a determinare l’importo finale sono diversi fattori e, ovviamente, l’anno in cui si va in pensione. In seguito a delle riforme, come quella che dovrebbe essere attuata a breve, infatti, in futuro si dovrà fare, quasi sicuramente, i conti con degli importanti cambiamenti.

Proprio per questo motivo, nel definire a quanto ammonterà la pensione di chi ha uno stipendio di 1000-1500 euro al mese, facciamo riferimento alla normativa vigente. Ebbene, partendo da questi presupposti, ricordiamo che l’importo risulta differente a seconda che venga utilizzato come metodo di calcolo il sistema retributivo, piuttosto che quello contributivo o misto.

Ma non solo, bisogna prendere in considerazione vari elementi, come ad esempio i coefficienti di trasformazione delle pensioni, tasso di sostituzione, rivalutazione e così via. Da non dimenticare, ovviamente, il montante contributivo. Quest’ultimo dato dai contributi accumulati dai lavoratori nel corso degli anni di lavoro.

Pensione, occhio al tasso di sostituzione e non solo

Tutti questi elementi, come è facile intuire, non sono uguali per tutti i lavoratori e proprio per questo motivo l’importo finale della pensione può risultare alquanto differente da un soggetto ad un altro. Basti pensare che i tassi di sostituzione non sono uguali. Vi sono, infatti, i tassi di sostituzione lordi e quelli netti.

Ma non solo, i tassi di sostituzione differiscono in base a diversi elementi come ad esempio età, tipologia di lavoro svolto, inflazione e andamento della carriera lavorativa. In genere, comunque, il tasso di sostituzione per un lavoratore dipendente è pari a circa il 70% – 80%.

Per un lavoratore autonomo, invece, il tasso di sostituzione è pari al 60% – 70% dell’ultimo reddito da lavoro. Prendendo in considerazione tali percentuali, quindi, un lavoratore che percepisce mille euro al mese prenderà di pensione circa 700 euro al mese.

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Coloro che percepiscono 1.500 euro al mese, invece, con un tasso di sostituzione al 70% potranno percepire circa 1.050 euro, mentre con un tasso del 60% il trattamento pensionistico sarà di 900 euro al mese. Come già detto, comunque, si tratta solo di importi teorici che, in alcuni casi, potrebbero risultare addirittura inferiori.