Una proposta sulla quale convergono diverse forze politiche e che mira a estendere il Bollo auto anche ad alcune categorie di esenti. Vediamo quali.

Bollo auto tassazione
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No, non verrà cancellato il Bollo auto. E le rimozioni delle vecchie tasse non devono spingere a credere che sarà così in futuro. La tassa sull’automobile di proprietà continuerà a far compagnia agli italiani. Anzi, nell’aria gira anche una potenziale novità che potrebbe rivedere in modo sensibile l’impostazione generale del tributo. Per ora si tratta di indiscrezioni legati a una proposta. Ci sarà bisogno di legislazione in merito ma la semplice possibilità che il Bollo auto possa essere esteso è più che sufficiente a stuzzicare sentimenti di rabbia negli italiani. I contribuenti, infatti, potrebbero essere chiamati a versare la tassa regionale anche se… non sono tenuti a farlo.

Come detto è una proposta. Sufficiente però a chiedersi quantomeno cosa ci sia di vero. Il Bollo auto si presenta come una tassa appunto ad appannaggio delle Regioni, spettante a tutti coloro che possiedono veicoli registrati nel Pubblico Registro Automobilistico, che siano circolanti o no. Questa, come altre imposte o debiti vari, è stata soggetta a sospensione durante la pandemia, chiaramente a seconda delle varie amministrazioni regionali. Niente che abbia comunque fermato di molto i versamenti, pari a circa 5 miliardi di euro ogni anno.

Bollo auto, i contribuenti tremano: la proposta che fa discutere

Non c’è solo un parametro che determina l’importo del Bollo auto. Dalla potenza del veicolo (calcolata in kilowatt) alla classe ambientale, la somma totale viene versata una volta l’anno e, in caso di mancato pagamento, le conseguenze saranno proporzionali alla violazione. Nello specifico, il mancato pagamento di una tassa. Stando così le cose, è chiaro che i veicoli più datati e quindi con maggiori emissioni risulteranno più penalizzati. Le auto considerate più inquinanti rientrano fra quelle più costose in termini di Bollo auto e, nel rispetto delle politiche sostenibili richieste dall’aumento del riscaldamento globale, l’intento è quello di incentivare sempre di più il ricorso alle auto ibride o elettriche.

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In questo senso, arriva una nuova proposta sulla quale convergono diverse forze politiche (da Italia Viva al Pd, fino al Movimento 5 stelle). Si tratta di emendamenti al Decreto fiscale, che puntano all’abolizione della procedura di riduzione della tassa automobilistica per alcuni veicoli. Ad esempio, le vetture che figurano fra le esenti, come ad esempio le auto d’epoca con meno di trent’anni, potrebbero cessare di beneficiare dell’agevolazione (istituita nel 2019) a partire da gennaio. In pratica, l’obiettivo sarebbe quello di ridurre sempre di più i benefici fiscali per i veicoli più inquinanti. Nella fattispecie, quelli più datati in termini di immatricolazione. Un provvedimento che, eventualmente, riguarderanno sia i veicoli su quattro che su due ruote. La palla passerà al Parlamento, come per tutto il resto degli emendamenti al Decreto.