L’acquisto di un’auto elettrica è molto più di un investimento economico. Si tratta di una scelta che vuole rispettare l’ambiente. Risulta economico fare il pieno di… Kw?

auto elettrica

Sempre più persone stanno orientando l’acquisto della propria autovettura verso un modello elettrico, o ibrido. I numeri parlano chiaro. Al secondo trimestre del 2021 si è vista un’impennata nella vendita delle auto elettriche, nonché dei veicoli ibridi plug-in. Ma la rete di erogazione dell’elettricità è abbastanza competitiva per soddisfare la sempre maggiore richiesta di rifornimento? E soprattutto, quanto si può andare a spendere per fare 100 Km con un’auto elettrica? Vediamo la situazione ad oggi.

Quali sono i numeri dell’auto elettrica in Italia?

Secondo i dati diffusi da Motus-E.org, “A ottobre 2021 si prosegue con un numero di immatricolazioni di auto BEV elevato (auto elettriche a batteria) con 7.108 unità, cresciute del 145,78% rispetto ad ottobre dello scorso anno. Inoltre, le PEV (le Plug-in Electric Vehicle, somma di BEV e PHEV) sono cresciute del 87,59%, con 12.285 unità, di cui 5.177 PHEV (ibride plug-in), che crescono del 41,56% rispetto alle vendite registrate ad ottobre dell’anno scorso. La quota di mercato delle PEV rimane a livelli paragonabili a quelli dello scorso mese (da record) con il 12,17% (rispettivamente 7.0% BEV e 5,1%PHEV), complice un total market davvero basso

Le differenze tra elettrico e motore termico

Quando si vanno ad analizzare i consumi medi di un veicolo, naturalmente vengono presi in considerazione molteplici fattori: la potenza del motore stesso, il tipo di pneumatici montati al momento della prova, il tipo di strada se urbana, extraurbana o mista, e non in ultimo il “piede”. È risaputo che ogni persona apporta il suo contributo, chiamiamolo così, al risparmio o al consumo di carburante. Lo stesso vale per la guida alle auto elettriche. Anche se la modalità stessa di funzionamento di questo tipo di veicolo è dotato di frenata rigenerativa. Di fatto cambia i parametri con cui calcolare i consumi dell tipica guida “tira e molla” che si vede in città.

Allo stesso modo, gli studi hanno calcolato il consumo ogni 100 Km considerando anche l’efficienza della ricarica/pieno del serbatoio. Infatti c’è un altro fattore che viene messo in conto quando si analizzano i dati. Quando si fa il pieno di carburante, una minima parte evapora durante l’erogazione, ma è un fenomeno che non incide nel totale dei chilometri che si possono effettuare con quei 10 o 50€ di benzina/gasolio che si mettono nel serbatoio. Allo stesso modo, durante la ricarica di un’auto elettrica, per ottenere 1 Kw sono necessari circa 1,2 Kw, e ciò fa scendere l’autonomia di percorrenza.

I vari tipi di ricarica dell’auto elettrica

Per comprendere bene il costo di una ricarica dell’auto elettrica bisogna anche considerare la fonte dell’energia. Infatti i possessori di veicoli di questo tipo provvedono per lo più a ricaricarli tramite il proprio impianto fotovoltaico, e quindi tra le mura domestiche. In questo caso i costi sono molto bassi poiché i pannelli offrono un ottimo ammortamento delle spese nel lungo periodo.

Quando si passa però a ricaricare nelle colonnine, il discorso cambia: queste erogano energia ad un costo di circa 40 centesimi per Kwh, quasi il doppio del costo rispetto ai pannelli fotovoltaici. Per percorrere 100 Km si spendono mediamente 8€. Il che, con i prezzi in vigore al momento, è come fare il pieno di gasolio. Inoltre i 40 centesimi sono relativi ai distributori fino a 22 Kw, mentre per una centralina fino a 50 Kw si spendono in media 50 cent/Kwh, e nelle colonnine “fast” il prezzo sale ancora, arrivando fino a 79 cent/Kwh. Un qualcosa come 13€ per 100 Km.

Con queste tariffe si arriva a spendere molto di più che con un’auto a benzina. Per non parlare poi del fatto che il prezzo dell’energia è molto variabile e ultimamente ha subito rincari a dir poco imbarazzanti. L’unico vantaggio delle colonnine ultra-veloci è il tempo di ricarica, che si abbassa di molto; inoltre questo tipo di impianti di rifornimento eroga energia a corrente continua (a differenza del voltaico e delle altre tipologie di colonnine) e offrono quindi più performance risparmiando “lavoro” al convertitore di bordo.

Abbonamenti & Co

Visti il crescente interesse e utilizzo delle auto elettriche, i gestori hanno finalmente cominciato ad offrire soluzioni alternative alla singola ricarica, e dunque più vantaggi. Parliamo di vari tipi di abbonamento, come ad esempio quelli messi a disposizione da Enel X: con “Flat Small” (al costo di 25€ al mese) si ottengono 70 kWh e quindi il prezzo unitario scende a 36 cent/kWh; si può scegliere “Flat Large” (con 45€ mensili) si arriva a 145 kWh, per un prezzo unitario di 31 cent/kWh. Con la formula “Open Charge” si integrano le tariffe domestiche flat a quelle delle colonnine e l’utente può scegliere tra 3 piani a seconda dei consumi. Con la tessera “E-Moving Card di A2A”, invece, si possono effettuare ricariche illimitate per 15€ ogni 3 mesi. Molto probabilmente, quando l’offerta aumenterà a causa di un sempre maggior numero di automobilisti Green, sarà molto probabile che la concorrenza prenda il sopravvento, agevolando di fatto i consumatori che potranno godere di prezzi più bassi.

Quante colonnine per ricaricare l’auto elettrica ci sono  in Italia?

Un’altra domanda che viene – legittimamente – da porsi in caso si voglia acquistare un’auto elettrica, magari sperando proprio in qualche abbassamento di prezzo per il “pieno”, è quella relativa al numero delle colonnine: quante ve ne sono attive ad oggi? Come sono ripartite e che potenza offrono? Partendo dal fatto che fortunatamente il numero delle colonnine nel Bel Paese è quasi raddoppiato negli ultimi due anni, va anche detto che la distribuzione non è affatto omogenea.

Secondo Motus-E, la piattaforma di riferimento per il mondo delle auto elettriche, ad oggi risultano attivi 24.794 punti di ricarica, così individuabili: “il 57% circa delle infrastrutture è distribuito nel Nord Italia, il 23% circa al Centro e solo il 20% al Sud e nelle isole. Guardando alle singole Regioni, la Lombardia, con 4.380 punti, è la più virtuosa e possiede da sola il 18% di tutte le installazioni. Seguono, nell’ordine: Piemonte e Lazio, con il 10%; Emilia-Romagna e Veneto (9%) e Toscana (8%). Queste sei Regioni coprono complessivamente il 65% del totale dei punti in Italia”. Ma, di queste quasi 25 mila colonnine, più del 10% risulta “non allacciato” o “non funzionante” per svariate motivazioni. Inoltre, parlando di tipologia di erogazione, la quasi totalità delle colonnine è a bassa potenza (22 Kw a corrente alternata) e solo un 5% offre la corrente continua.

Entrando più nello specifico, risulta che Enel X sia al momento il più grande distributore, con i suoi 13.000 e passa punti di ricarica. Al secondo posto figura BeCharge, che offre quasi 6.000 punti di ricarica. A2A si aggiudica la medaglia di bronzo con le sue 1.000 colonnine dislocate per lo più in Lombardia. I prezzi al Kw sono quelli menzionati nei paragrafi precedenti, ovvero nella media dei 40-70 cent/Kwh.

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La rete di ricarica offerta da Tesla

Tesla offre invece una rete di ricarica esclusiva per i possessori delle sue auto. Sono più di 300 le stazioni solo in Italia (2.500 in tutta Europa). Altre 500 sono dislocate presso svariati centri commerciali e/o strutture ricettive, è in grado di offrire un ottimo servizio ai clienti. Il prezzo si attesta sui 59 cent/Kwh e vi è anche una formula di abbonamento a 13€ al mese, (per ora solo all’estero) che abbassa ulteriormente il costo unitario.