La strategia dell’Inps per ovviare ai buchi nel versamento dei contributi. Cinquantadue settimane gratis per le madri lavoratrici.

Contributi gratis pensione
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Il sistema di calcolo contributivo per le pensioni, ormai in uso da tempo in Italia, è sempre rimasto al centro del dibattito. Questo perché, rispetto a un metodo di calcolo basato sul cumulo degli anni lavorativi, rischia di lasciare fuori tutti coloro che, nel corso della carriera lavorativa, hanno conosciuto momenti di pausa per svariate ragioni. Questo, naturalmente, crea dei buchi di contribuzione che al momento del dunque (ossia della pensione) rischiano di pesare come un macigno. Una situazione a cui, a quanto sembra, sarebbero più soggette le donne. Anche questo per una serie di ragioni: inserimento nel mondo del lavoro più in là rispetto agli uomini, penalizzazioni dovute a contratti privi di copertura assicurativa ai fini pensionistici e altro.

Senza contare gli impegni familiari di cui, spesso, sono proprio le donne a farsi carico. Per chi sceglie di dedicarsi totalmente alla propria famiglia e alla cura della propria casa, è stato disposto un fondo pensionistico ad hoc, basato però su contributi volontari. Per le lavoratrici che conoscono periodi di inoccupazione, invece, è l’Inps a scendere in campo, disponendo delle misure di tutela volte a tamponare la provvisoria assenza di contributi.

Contributi in pausa, l’aiuto dell’Inps: 52 settimane gratis a queste lavoratrici

Tutto vari a seconda dell’anzianità contributiva: più questa aumenta e più sale l’importo della pensione che spetterà al termine dell’attività lavorativa. Qualora i contributi non dovessero essere versati però, per ragioni perlopiù indipendenti dalla propria volontà, subentrano degli strumenti ad hoc. Innanzitutto quelli di pensionamento anticipato, rafforzati anche in Manovra in attesa della vera e propria riforma del sistema. In altri casi, invece, tocca alle cosiddette facilitazioni contributive, ossia una copertura assicurativa che riduce i tempi di attesa. Ancora una volta è l’Inps a gestire il tutto, riconoscendo ad esempio 2 mesi di contributi grati l’anno per chi patisce specifiche patologie.

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Altra soluzione riguarda le lavoratrici che hanno iniziato il versamento dei contributi dopo il 1995. Saranno loro a poter accedere alla pensione contributiva, così come quelle con versamenti assicurativi nella gestione separata. Una misura previdenziale, quest’ultima, che secondo la legge 335/1995 dà diritto a un accredito gratuito dei contributi alle donne con figli. In particolare, alle madri lavoratrici vengono riconosciuti 4 mesi gratuiti per ogni figlio fino a 12 mesi, quindi 52 settimane. Questo significa che anche con un solo figlio, le madri lavoratrici potranno andare in pensione con 4 mesi di anticipo. A patto, naturalmente, che venga inoltrata apposita domanda.