Uno dei prodotti più consumati in assoluto e anche fra quelli con il più alto numero di varianti. Ecco gli standard più elevati del riso secondo Altroconsumo.

Riso qualità
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Paella, risotto, basmati, venere… Di qualità ce ne sono a bizzeffe ma ridurre il ruolo del riso alla mera varietà gastronomica sarebbe decisamente riduttivo. Forse non sarà un alimento prettamente nostrano ma il riso fa parte in modo granitico della nostra cucina, proprio per la sua versatilità e, nondimeno, per la sua capacità di adattarsi anche ad altri alimenti. Dalla pasta al latte, fino ai biscotti: l’uso del riso parla diverse lingue dal punto di vista culinario e, per questo, fa parte di quella schiera di prodotti praticamente immancabili nella nostra dispensa.

In un quadro simile, gli esperti di Altroconsumo hanno cercato di stilare una graduatoria relativa alle qualità di riso migliori. Non solo più apprezzate ma anche rispondenti ai parametri utilizzati per la loro valutazione. Diciannove i prodotti analizzati, chiaramente presenti sugli scaffali dei nostri supermercati e valutati sulla base della cottura, dell’imballaggio e della trasparenza sull’etichetta. Oltre che, naturalmente, sul prezzo di mercato. L’obiettivo non è tanto capire quale sia la qualità migliore ma determinare i parametri giusti per valutare il riso, valorizzando anche i marchi meno noti.

Riso sugli scaffali: la classifica delle varietà migliori

Seguendo gli standard di Altroconsumo, a ogni qualità di riso è stato assegnato un punteggio in centesimi da 1 a 100, in base alla capacità di risposta ai parametri applicati. Il risultato è abbastanza sorprendente, considerando che nessuna delle marche più famosi figura ai primi posti. Ad esempio, sul gradino più alto del podio si attesta il riso Mondella Md Carnaroli, che ha ottenuto un punteggio di 76 punti su 100. Non si tratta solo di qualità alimentare ma anche di competitività: un pacco di questa variante costa 1,76 euro a confezione. Un prezzo decisamente alla portata di tutti.

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Occhio anche alla variante Conad Carnaroli, indicata con un punteggio di 70 su 100 e a un prezzo di 1,69 euro a confezione. Terza posizione per Grandi Terre del riso Carnaroli, con 74 punti su 100 ma a un prezzo leggermente superiore, ovvero 2,63 euro. Tre marchi che indicano a grandi linee come la notorietà non sempre sia sinonimo di qualità assoluta o migliore. Del resto, come abbiamo visto in alcune occasioni, anche marche meno note possono offrire alti standard qualitativi. Il riso, come altri prodotti di largo consumo, rientra appieno nel quadro delle circostanze.