Rinuncereste mai a buon piatto di pasta fumante? Le statistiche dicono di no: l’italiano è affezionato al suo alimento principe. E ne ha tutte le ragioni.

World Pasta Day
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Per noi italiani non è un giorno come gli altri. Il World Pasta Day, infatti, significa la sublimazione a livello internazionale del nostro alimento più rappresentativo. Quasi un’identificazione viscerale con la predisposizione culinaria tipica del nostro Paese, capace di far presa praticamente in tutto il mondo. E’ vero, molti dei nostri piatti hanno tentato di replicarli all’estero. Ma se con alimenti come la pizza, in qualche modo, qualcuno è riuscito in parte ad adeguarsi, con la pasta è tutto un altro discorso. L’Italia la produce, la esporta ma, soprattutto, la cucina. E nonostante sia uno dei piatti più consumati al mondo, la sapienza della preparazione è faccenda tutta tricolore.

Il World Pasta Day è stato ideato dall’Unione Italiana Food e dalla IPO (International Pasta Organisation) proprio per celebrare la pasta e, in qualche modo, l’italianità. Perché è inutile girarci intorno: un piatto consumato nel nostro Paese, praticamente qualcosa di ordinario per noi, è qualcosa di prelibato per chi viene qui per turismo. Scherziamoci poco quindi. La pasta, dieta a parte, è qualcosa che fa parte della nostra cultura. E che nonostante sia stata utilizzata per qualche datato stereotipo, garantisce un po’ di Italia a chiunque abbia la fortuna di assaggiarla.

World Pasta Day, attenzione ai falsi miti: cosa c’è da sapere

A tavola coi parenti come durante le diete: difficile che la pasta manchi dal nostro calendario alimentare. E questo nonostante il carico di carboidrati finisca sempre per spaventare qualcuno. E’ questione soprattutto di tradizione. La ragione migliore per non rinunciare a un determinato alimento. Tanto che, secondo InfoJobs, quasi l’80% dei lavoratori fa ricorso alla pasta per la propria pausa pranzo. Ancora più significativi i numeri per quel che riguarda i pasti: oltre il 40% dei consumatori la mangia ogni giorno e appena il 7,5% sceglie le alternative (pasta di riso, mais o legumi). Insomma, una tradizione che ammette pochissime deroghe.

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Senza contare che, forse proprio per il suo largo consumo, nei decenni siano nati tanti falsi miti riguardo la pasta. Quella dei carboidrati, in alcuni casi, diventa una vera e propria ossessione, tanto da rimuovere arbitrariamente il piatto dalla nostra dieta, credendo che una scelta tanto drastica possa garantirci la forma perfetta. Eppure, proprio i carboidrati sono alla base del nostro organismo. Certo, non bisogna mai esagerare. Ma la loro assenza ci costringerebbe a ricercare fonti di energia in altre fonti (fra cui i grassi). Sempre meglio scegliere la pasta in base alle proprie necessità alimentari. Ad esempio, ne esistono senza glutine o quella integrale, con un indice glicemico estremamente inferiore ma altrettanto nutriente. Significativo che, nonostante la popolarità delle diete con pochi carboidrati, la pasta abbia avuto un exploit nell’ultimo decennio: il consumo a livello mondiale è praticamente raddoppiato in tutti i Continenti. Dietro l’Italia, ad esempio, nella classifica del consumo ci sono Tunisia e Venezuela. Al di là di tutto, si tratta di un alimento nutriente, rientrante in varie iniziative benefiche, l’ultima delle quali (“Aldente”) proprio in occasione della Giornata mondiale. Decisamente non è un caso.