Occhio al “richiamo dei bonifici” che rischia di portare con sé un bel po’ di ripercussioni su molti bonus casa. Ecco cosa c’è da sapere.

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Casa dolce casa, il posto sicuro dove potersi rifugiare e staccare la spina dai vari problemi della vita quotidiana. Data la sua importanza, quindi, non stupisce che ognuno di noi cerchi di rendere la proprio abitazione il più accogliente possibile, in modo tale da poter rispecchiare i propri gusti e soddisfare le varie necessità.

Non sempre però si dispone della liquidità necessaria per effettuare i vari lavori. Da qui la decisione di molti di ricorrere ai vari bonus casa proposti dal governo. Proprio in questo ambito, però, bisogna fare attenzione al “richiamo dei bonifici” che rischia di portare con sé un bel po’ di ripercussioni su molte agevolazioni per la casa. Ecco cosa c’è da sapere.

Bonus casa, attenzione: visto di conformità e asseverazione anche per i lavori in corso

È in vigore dal 12 novembre 2021 il decreto antifrode che prevede misure più severe per contrastare, come è facilmente intuibile dal nome, le frodi del credito fiscale e dello sconto in fattura inerenti i lavori edilizi. In particolare bisogna fare i conti con l’obbligo di visto e asseverazione tecnica per i bonus diversi dal Superbonus 110%.

Se tutto questo non bastasse, tale obbligo ha effetto retroattivo e con costi non agevolabili. Questo vuol dire che l’obbligo dei nuovi adempimenti poc’anzi citati riguarda anche i lavori già avviati e in corso di esecuzione. Una novità che non passa di certa inosservata, soprattutto perché comporta inevitabilmente un aumento dei costi per la realizzazione del progetto stesso.

Questo in quanto bisogna aggiungere i costi per i visti di conformità e i certificati di asseverazione. Quest’ultimi, ricordiamo, non sono altro che documenti rilasciati da un professionista o società specializzata, in grado di certificare il possesso di determinati requisiti. Proprio quest’ultimi si rivelano essere necessari per poter accedere all’agevolazione richiesta.

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Considerando che al momento della contrattazione tali adempimenti antifrode non erano contemplati, è facile intuire come si riveli necessario rivedere i costi. Una situazione che provocherà, molto probabilmente, un bel po’ di disagi, con il “richiamo dei bonifici”, così come sottolinea IlGiornale.it, che potrebbe in alcuni casi portare, addirittura, a non andare avanti con i lavori.