Quali sono le possibili conseguenze nel caso in cui non si riescano a pagare le rate del mutuo? Entriamo nei dettagli e scopriamolo assieme.

Ormai da più di un anno il Covid è entrato prepotentemente nelle nostre vite, portando con sé delle conseguenze negative sia dal punto di vista sociale che economico. Molti imprenditori hanno dovuto abbassare le saracinesche delle proprie attività, con sempre più persone alle prese con una grave crisi finanziaria. Riuscire ad affrontare le varie spese, purtroppo, risulta sempre più difficile e per questo non stupisce che siano in molti a chiedere, quando possibile, il congelamento delle rate di mutui e prestiti.

Proprio le rate del mutuo, d’altronde, rappresentano una delle voci che maggiormente vanno ad impattare sul bilancio famigliare. Oltre a dover restituire quanto ricevuto, infatti, bisogna pagare anche i relativi interessi. Proprio in tale ambito sorge spontanea una domanda: cosa succede nel caso in cui non si riescano a pagare le rate del mutuo? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Mutuo, occhio alle rate non pagate: tutto quello che c’è da sapere

Mutuo, quanto è diventato difficile accedervi: colpa delle banche
Mutuo (Fonte foto: web)

In seguito all’impatto del Covid il governo ha deciso di introdurre varie misure a sostegno delle famiglie maggiormente colpite dalla crisi, come ad esempio la sospensione delle rate del mutuo. A tal proposito è bene ricordare che sospendere le rate, a lungo andare, comporta un aumento degli interessi da pagare. Ma cosa succede, invece, nel caso in cui una persona non paghi la rata del mutuo?

Ebbene, se si tratta di un ritardo una tantum, la maggior parte delle banche concede di procedere con una risoluzione bonaria della vicenda, a patto, ovviamente, che i tempi risultino alquanto brevi. Nel caso in cui non si paghi una rata, inoltre, scattano immediatamente gli interessi di mora che presentano, ovviamente, un tasso più elevato rispetto a quello pattuito al momento della sottoscrizione del mutuo.

Se il soggetto continua ad essere moroso, quindi, la banca può decidere di segnalare il nominativo in un sistema di informazione creditizie (Sic) tra cui la Criff, ovvero il Centro rischi di intermediazione finanziaria. La segnalazione, ricordiamo, viene fatta dalla banca e può partire dal momento in cui si registri un ritardo di almeno 30 giorni. Nel caso in cui si tratti del primo ritardo, il mancato pagamento deve riguardare almeno due mensilità o due rate consecutive. È facile quindi intuire che la segnalazione al Criff può avvenire anche a causa di piccoli ritardi.

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Trascorsi 18 mesi dall’ultima volta in cui è stata versata la rata, inoltre, la banca può provvedere a mettere la casa in vendita nel caso in cui il cliente abbia provveduto a sottoscrivere la clausola di inadempienza. La vendita dell’immobile non dovrà avvenire necessariamente all’asta, con la banca che provvederà a cancellare il mutuo anche nel caso in cui riceva meno di quanto previsto.