Il Reddito di libertà è una misura erogata dall’INPS alle donne vittime di violenza. Scopriamo come accedervi e qual è l’importo che verrà corrisposto per un anno.

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Destinatarie di una nuova misura in arrivo sono le donne vittime di violenza. Accanto al reddito di emergenza e al reddito di cittadinanza, arriva un’integrazione che fa riferimento al “Fondo per il Reddito di libertà per le donne vittime di violenza” nato per agevolare i percorsi di emancipazione e autonomia di chi si trova in condizioni di povertà e vulnerabilità. Nel 2021 non si è ancora riusciti a fermare la violenza sulle donne. Il numero delle vittime di mariti, fidanzati, padri, è elevato a conferma del fatto che urge un cambiamento di mentalità e di educazione. Dove lo Stato non riesce ad intervenire prima, tenta di sopperire dopo, con un reddito pensato per sostenere economicamente chi ha diminuito la sua fiducia nella vita.

A chi si rivolge il Reddito di libertà

La misura è dedicata alle donne che vengono seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni. I servizi sociali si impegnano al fine di agevolare il percorso di fuoriuscita da un mondo di violenza e l’INPS intende sostenere tale obiettivo con l’erogazione di un importo mensile per dodici mesi. Lo scopo è offrire un aiuto per il pagamento di spese relative all’abitazione, per l’autonomia personale, per contribuire a sostenere il percorso formativo e scolastico di figli minorenni.

La circolare di riferimento dell’INPS è la numero 166/2021. Qui è possibile leggere i requisiti di accesso, l’importo erogato, la modalità di presentazione della domanda e le indicazioni rivolte agli operatori. Possiamo anticipare che l’inoltro della richiesta di Reddito di libertà dovrà avvenire esclusivamente in forma telematica. L’ente ha infatti proceduto con l’apertura di un’apposita piattaforma che collega i Comuni d’Italia.

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Importo e invio del modulo di richiesta

L’importo che l’INPS erogherà alle donne vittime di violenza è di 400 euro al mese per un totale di 4.800 euro in un anno. Le persone interessate dovranno procedere con la compilazione di un modulo rilasciato dall’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale e reperibile all’interno della circolare 166/2021. Il servizio sociale dovrà attestare nel modello la reale condizione di necessità in cui verte la richiedente. Allo stesso modo, una dichiarazione simile dovrà essere rilasciata dal centro antiviolenza che segue la donna. I Comuni, poi, si occuperanno di inoltrare le domande pervenute.