La nuova Scala del calcio sarà un progetto green ma oneroso sul piano delle spese. Ecco chi si farà carico dell’edificazione del San Siro del futuro.

San Siro
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“Noi non abbiamo più grandi incertezze”. Tradotto, la palla passa ora alla Giunta, che dovrà deliberare già nei prossimi giorni e determinare se il nuovo San Siro si farà o meno. Anche se gli indizi tendono decisamente verso la prima ipotesi, anche a seguito di quest’ultima dichiarazione del sindaco di Milano, Beppe Sala. Milan e Inter, quindi, potrebbero presto vedere aperto il cantiere della loro nuova casa, al termine di un iter decisionale durato circa due anni, con passi decisivi, negli ultimi giorni, sul rispetto dell’indice volumetrico del Pgt. Tutto bene dunque, anche se, come sempre in questi casi, tutto prima o poi si riduce all’aspetto economico.

Costi del progetto, aziende coinvolte, manodopera richiesta e altro ancora. La lista delle spese è lunga, trattandosi di un’opera di rilievo estremo. Chiaramente, i costruttori dovranno attenersi alle linee guida, presentate sotto forma di tre prerequisiti ritenuti fondamentali dall’amministrazione meneghina. Innanzitutto rispetto di linee e volumi, come da studio di fattibilità. In secondo luogo, riconversione dell’area del Sans Siro attuale per un progetto di distretto dello Sport in un contesto green. Terzo ultimo requisito, l’obbligo di rispettare gli sviluppi urbanistici accessori, i quali non dovranno esulare da quanto stipulato nel Piano vigente.

Nuovo San Siro, i costi del progetto: ecco chi li sosterrà

L’accettazione, da parte delle due società, dell’indice volumetrico imposto dal Comune (da 0,65 a 0,35) ha di fatto sbloccato definitivamente l’iter procedurale. In sostanza, l’ultimo ok dovrebbe dare ufficialmente il via al progetto, con un restyling della Sacla del calcio che, naturalmente, toglierà un po’ di fascino e storia ma restituirà alla città un impianto all’avanguardia sotto ogni punto di vista. Il punto però, come detto, è sempre lo stesso: chi pagherà alla fine? L’obiettivo è creare una sorta di cittadella dello sport in un contesto verde, anche se per vedere posata la proverbiale prima pietra occorrerà attendere fino al 2026. San Siro, infatti, dovrà ospitare la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano e Cortina.

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Per quanto riguarda la scelta del progetto, al momento in ballo ci sono le candidature accreditate de La Cattedrale di Populous e de Gli Anelli di Milano di Sportium, con dibattito ancora aperto sul taglio delle volumetrie degli edifici adiacenti all’impianto. Per tutto il pacchetto, green e innovativo, il conto si aggirerebbe attorno al miliardo di euro. Inoltre, le due società sarebbero chiamate al pagamento di un canone annuo al Comune di Milano pari a 2 milioni (quindi in ribasso rispetto ai 5 attuali). Inter e Milan potrebbero inoltre coprire circa il 90% delle spese totali tramite un finanziamento a 30 anni, con interesse annuo del 5%. In pratica, anche se il progetto andasse regolarmente in porto, per rientrare delle spese ci vorrà tempo.