Un recente studio ha dimostrato che l’ascolto di alcune parole rilassanti aiuta a dormire bene e aumento la qualità del riposo notturno

Dormire
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Dormire è un’attività molto importante della nostra quotidianità. Grazie ad un buon riposo abbiamo maggiori energie per compiere le principali attività lavorative e sociali. Sono molteplici i fattori che possono influenzare questa fase, in primis i pensieri che ci attanagliano.

Tenerli lontani è sicuramente un buon viatico per giungere all’obiettivo e per farlo ci sono diversi modi. Oltre a lavorare su se stessi e cercare di non farsi angustiare dagli aspetti negativi della vita, esiste un’alternativa molto interessante e scientificamente provata.

Le parole rilassanti che aiutano a dormire meglio

Trattasi del risultato di una ricerca condotta da un gruppo di studiosi svizzeri e austriaci, guidato da Jonas Beck del dipartimento di Psicologia dell’Università di Fribourg. In pratica questo lavoro ha appurato una connessione tra un riposo qualitativo e l’ascolto di parole rilassanti come ad esempio “mare” e “relax”. 

Lo studio è stato condotto su un campione di 50 persone (senza alcun problema legato al sonno) divise in due fazioni, in modo tale da poter paragonare la qualità del sonno e lo stato di vigilanza. Da una parte coloro che sono stati stimolati con parole piacevoli, dall’altra individui sottoposti all’ascolto di parole neutre come “lavoro” o “produzione”.

L’aspetto più interessante della sperimentazione, è che l’ascolto è avvenuto nel momento in cui i soggetti si erano già addormentati. Nello specifico si trovavano nella fase di sonno (clicca qui per conoscere i rimedi contro la sonnolenza) in cui l’elettroencefalogramma rileva onde lente e ampie, ovvero quella più riposante.

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In seguito è emerso che qualità di sonno non-REM e stato di veglia successivo erano migliori nei partecipanti a cui erano state sussurrati i concetti inneggianti il piacere e la tranquillità. 

Un’ulteriore conferma del fatto che il cervello è in grado di percepire le parole anche durante alcuni frangenti del sonno. Già in passato infatti era stato costatato che mentre si dorme resta attiva una sorta di sentinella della coscienza. Questa è in grado di distinguere voci e nomi familiari da quelli non familiari.