Al via le richieste per il Bonus monopattini e bici speso tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2020. Le regole che disciplinano la misura sono state rese note, vediamo cosa stabiliscono.

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Il Ministero dell’Economia ha reso noto tramite decreto del 29 ottobre le regole ufficiali per accedere al credito d’imposta di 750 euro a fronte dell’acquisto di monopattini, bici elettriche, bici muscolari, servizi di mobilità e abbonamenti al trasporto pubblico effettuato dal 1° agosto al 31 dicembre 2020. Il fondo di riferimento è di 5 milioni di euro per l’anno 2020 e il decreto fa parte delle Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid 19.

Destinatari del Bonus monopattini e biciclette

Il Bonus si rivolge a coloro che hanno consegnato per procedere con la rottamazione un veicolo con emissioni di CO2 comprese tra 0 e 110 g/km e contestualmente acquistato un altro veicolo di categoria M1 nel periodo compreso tra il 1° agosto 2020 e l’ultimo giorno di dicembre dello stesso anno. Come già detto rientrano tra le spese sostenibili l’acquisto di monopattini, bici elettriche, bici muscolari, servizi di mobilità elettrica in condivisione o sostenibile e abbonamenti al trasporto pubblico.

Il mezzo rottamato, poi, dovrà essere intestato da almeno un anno allo stesso proprietario del nuovo veicolo acquistato. In alternativa è possibile intestare il mezzo nuovo ad un familiare a condizione che risulti convivente.

L’importo del credito di imposta è di massimo 750 euro e dovrà essere utilizzato entro tre anni a partire dal 2020 nella dichiarazione dei redditi. Ciò significa che la diminuzione dovrà essere richiesta entro il periodo di imposta 2022. Infine, il credito non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali riguardanti spese simili.

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Massima attenzione alle verifiche

L’Agenzia delle Entrate si occuperà della verifica della legittimità di richiesta del Bonus Monopattini e bici. Qualora l’agevolazione dovesse risultare in tutto o in parte non dovuta, l’ente recupererà la somma versata. In linea generale, poi, è possibile affermare che – anche se non espressamente detto nel decreto – in relazione al bonus si applicano le disposizioni in materia di liquidazione, riscossione, accertamento e contenzioso che normalmente sono previste per le imposte sui redditi.