Cambiano i connotati delle pensioni a partire dal 2022. Estese Opzione Donna e Ape sociale ma restano le perplessità per i lavoratori più giovani.

Pensioni requisiti
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Quarantadue anni e 10 mesi, solo un anno in meno per le donne. Il nuovo quadro delle pensioni estende ulteriormente i termini per l’accesso al trattamento post-lavoro, rimescolando le carte anche per coloro che maturano il diritto nel 2025. Per chi raggiungerà i requisiti per quella data, infatti, dovrà comunque attendere il compimento dei 62 anni, ovvero marzo 2027. Il tutto, nonostante gli sforzi dichiarati per riuscire a incrementare il ricorso alle pensioni anticipate. A oggi, solo qualche decina di migliaia di lavoratori ci riuscirebbe concretamente. Con Quota 102 infatti, con i suoi 64 anni + 38 di contributi, resterebbero fuori i lavoratori che oggi hanno 61 o 62 anni di età. Questo perché, nel 2023, arriverebbe a scompigliare ulteriormente la matassa anche Quota 104 (66+38).

Un quadro che, in attesa della riforma concreta, pone di fronte a un interregno a tutti gli effetti. Una misura ponte, quella di Quota 102, che rischia quindi di penalizzare ancora una volta chi è rimasto invischiato in una carriera lavorativa all’insegna della discontinuità. E che, andando avanti negli anni, proporrà lo stesso problema anche per i lavoratori più giovani, i cosiddetti Quota zero. Costoro, di fatto, prima dei 70 anni difficilmente riusciranno a vedere la propria pensione. E anche una volta compiuti, è più che probabile che gli assegni saranno di importo contenuto.

Pensioni, il quadro con Quota 102 per le varie categorie

Come detto, il Governo ha implementato con la Manovra alcuni provvedimenti già esistenti, come l’Ape sociale e Opzione Donna. Inoltre, si è arrivati all’estensione del raggruppamento dei lavori usuranti, portando il numero addirittura a 82. L’obiettivo è permettere a più categorie di lavoratori di accedere alle pensioni anticipate. Il punto, però, è che l’estensione di Opzione Donna (di un anno) ha visto l’allungamento anche dei requisiti anagrafici: due anni in più per accedervi. Tale pensione, infatti, viene riconosciuta per le contribuenti con un’età di 60 anni e 35 di contributi (dipendenti) o 61 anni (autonome).

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Prorogata anche l’Ape sociale ma, in questo caso, si beneficerà di una misura ponte. Al compimento dei 63 anni nel 2022, infatti, il contribuente che versa in stato di disagio potrà ricevere un assegno temporaneo pari a 1.500 euro lordi in attesa di maturare i requisiti per la pensione anagrafica (67 anni). Assieme alla proroga, estese di otto unità anche le categorie dei beneficiari: rientreranno nel provvedimento, per esempio, le maestre di scuola materna con 36 anni di contributi, che potranno richiedere l’indennità fino all’età anagrafica per la pensione, 63 anni.