Variazioni in viste per le pensioni minime. La Manovra stanzierà risorse per la rivalutazioni degli assegni ma solo a determinate condizioni.

Pensioni gennaio
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La Manovra ha tirato in ballo l’attesa riforma ma le pensioni riserveranno qualche novità anche in seno agli importi, non solo dal punto di vista strutturale. Con l’arrivo del 2022, chi soddisferà i requisiti dal punto di vista sia reddituale che anagrafico beneficerà di un aumento sensibile delle cosiddette pensioni minime. Un dato che conferma il trend dell’anno che si sta chiudendo, durante il quale i trattamenti di questo tipo hanno visto un aumento dello 0,5% sul 2020. Gli assegni sono così lievitati a 515 euro, cifra comunque troppo esigua per soddisfare gli standard minimi di vita.

Nel 2022 si proverà con una prima sterzata. Gli importi mensili saliranno di ulteriori 26 euro per i beneficiari di età compresa fra i 60 e i 64 anni, mentre per chi va da 64 a 69 anni ci si ritroverà con un segno più pari a 83 euro. Chiaramente, gli incrementi richiederanno specifici requisiti reddituali, anche in base alla propria condizione familiare. Margini di manovra più ampi per chi è coniugato. In questo caso, vigeranno limiti a 20.107,62 euro per l’aumento standard e a 26.810,16 per quello parziale. Verrà comunque tenuto in considerazione il reddito personale, il quale dovrà essere inferiore ai 6.702,54 euro.

Pensioni minime, pronti gli aumenti: quanto spetterà ai beneficiari

Diversi i requisiti per chi è da solo. Il reddito annuo non dovrà infatti superare i 6.702,54 euro, oppure i 13.405,08 per l’aumento parziale. Solo per una determinata categoria di persone scatterà l’aumento massimo, ovvero un incremento da 515 a 651 euro. I beneficiari dovranno trovarsi già in pensione e aver compiuto 70 anni, con reddito (personale) che non dovrà andare oltre gli 8.469,63 euro. In caso il beneficiario sia coniugato, il reddito non dovrà superare i 14.447,42 euro. In queste circostanze scatterà l’aumento “al milione”, per un incremento fino al tetto massimo.

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Qualche altra risposta arriverà dalla Manovra, se non altro per capire quante risorse confluiranno nell’aggiornamento delle pensioni minime. Tendenzialmente, l’aumento dovrebbe essere nell’ordine dei 126 euro l’anno per le pensioni fino a 1.500 euro lordi al mese, mentre per gli assegni più alti si andrà sui 1.027 euro. Tuttavia, potrebbe essere adottata la linea guida del governo Conte, ossia quella del 2019, con aumenti fra 126 e 484 euro annui. Una strategia per risparmiare risorse. Per il resto, toccherà aspettare la Legge di Bilancio.