Sospensione totale in caso di doppio rifiuto a un’offerta di lavoro e riduzione progressiva. Come funzionerà il nuovo Reddito di Cittadinanza.

Reddito di Cittadinanza Manovra
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Un giro di vite atteso quello che caratterizzerà il Reddito della Cittadinanza. La Manovra 2022 riscriverà le regole dello strumento di sostegno al reddito di chi si ritrova senza occupazione. Tuttavia, il Governo Draghi conferma la tendenza a disincentivare bonus di questo tipo, applicando normative più stringenti al fine di spingere i fruitori a rientrare nel mercato del lavoro. Regole più rigide quindi, con riduzione progressiva degli importi e sospensione totale al secondo rifiuto di un’offerta di lavoro. Il che, di fatto, si tradurrà nella disattivazione della card. Resta il fatto che la riduzione della somma versata alle famiglie si concentrerà sui nuclei che hanno al loro interno dei membri in grado di cercare lavoro. Un’ulteriore misura pensata per incentivare la ricerca di un’occupazione.

Le disposizioni sono piuttosto semplici: dopo i primi sei mesi, l’importo del Reddito di Cittadinanza si ridurrà progressivamente di 5 euro al mese, per un taglio totale di 60 euro (il 10% della prestazione totale) che si fermerà solo nel momento in cui un elemento del nucleo familiare troverà un lavoro. In sostanza, il nuovo RdC funzionerà allo stesso modo di altre indennità come Naspi e Discoll, riservati a coloro che percepiscono una disoccupazione anche se con una riduzione del 3%.

Nuovo Reddito di Cittadinanza, le regole: come funziona la sospensione

Il procedimento di riduzione non si applicherà comunque a tutte le famiglie. Non succederà, ad esempio, nei nuclei familiari in cui siano presenti componenti affetti da una disabilità grave, oppure che abbia meno di tre anni o impossibilitati all’occupazione per diversi motivi. L’assegno, a ogni modo, non andrà mai sotto i 300 euro al mese, così come quelli già da 300 euro non verranno intaccati dalle modifiche. La sospensione arriverà in automatico nel momento in cui il beneficiario troverà un’occupazione, oppure nel momento in cui rifiuterà per due volte un’offerta di lavoro. In questo senso, si modificheranno anche i criteri applicabili per ritenere un’offerta congrua.

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In questo senso, il lavoro da accettare potrà essere a tempo determinato e fino a 80 chilometri da casa. Così come part time o in somministrazione per almeno tre mesi. In caso vengano proposti dei contratti stabili, dovranno essere accettati ovunque in Italia. Possibile l’applicazione di una dichiarazione precompilata del Reddito di Cittadinanza, più o meno come avviene per i 730: gli elenchi dei beneficiari verranno trasmessi al Ministero di Giustizia per appurare i requisiti legali. Ai Comuni, invece, toccheranno i controlli anagrafici. A proposito di Comuni, municipi e amministrazioni comunali dovranno impiegare perlomeno un terzo dei percettori del RdC in lavori gratuiti, come pulizia delle strade. L’obiettivo, come spiegato da Mario Draghi, è epurare il Reddito di Cittadinanza da abusi e possibili intralci al mercato del lavoro.