Una sentenza della Corte di Cassazione sui conguagli in bolletta potrebbe cambiare lo scenario sui pagamenti delle partite pregresse. I contribuenti gioiscono, ma sarà realmente questo il futuro?

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La voce delle “partite pregresse” in bolletta è causa di aumenti dei costi delle utenze domestiche. Dal 2013 le compagnie fornitrici di luce e gas sono autorizzate ad addebitare conguagli dilazionandoli in un lungo lasso temporale, fino al 2022. Gli aumenti non sono eccessivi e probabilmente alcuni consumatori non li notato. Eppure ci sono, si riferiscono a trasferimenti di servizi e non ai consumi reali dell’utente. Sarebbe, dunque, piacevole potergli dire addio per sempre.

Il futuro dei conguagli in bolletta, la sentenza della Corte di Cassazione

Il futuro dei conguagli sta diventando sempre più incerto per la gioia dei consumatori. La causa di questa incertezza risiede in un verdetto della Corte di Cassazione, più precisamente nell’ordinanza numero 17959 del 2021. La Corte ha accolto l’istanza di un utente in cui manifestava le sue proteste per un addebito in bolletta di 53,05 euro riferito ai “conguagli recuperi tariffari del 2009-2011”.

La motivazione fornita dal gestore riguardava una delibera dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il servizio idrico e l’autorizzazione ad addebitare conguagli. Tale giustificazione non ha convinto il Giudice di pace che, ascoltate le recriminazioni dal consumatore, ha deciso di considerare il conguaglio come una rimodulazione i cui effetti retroattivi non sono in alcun modo sostenuti da fonti normative. Di conseguenza, la Corte ha accettato il ricorso del contribuente.

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Le conseguenze del verdetto

Il verdetto della Corte di Cassazione ha considerato le azioni della società fornitrice di luce e gas illegittime. La forma utilizzata per recuperare i ricavi pregressi sotto forma di compensazione non ha concordato con il principio di retroattività delle norme vigenti in materia né con le tariffe in vigore. Nonostante il gestore di luce e gas sia ricorsa all’ultimo grado di giudizio, il Tribunale di La Spezia ha confermato il precedente verdetto ribadendo l’irregolarità della richiesta dei conguagli in bolletta. La vittoria del singolo contribuente ha un importanza a livello nazionale dato che potrebbe cambiare il futuro dei conguagli pregressi. La sentenza, infatti, afferma come la retroattività non è valida per nessun atto amministrativo.