Nell’aumento delle bollette non c’è solo un problema di costi della materia prima ma anche di consumo. Per il gas, il mercato libero può offrire soluzioni.

Stangata bollette gas
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Ormai ci siamo messi l’anima in pace. Ottobre ha riservato le prima mazzate nelle bollette relative alle utenze domestiche. Altri, invece, riceveranno il colpo a partire dalla prossime fatture. Il che, a ogni modo, non tiene qualcuno più al riparo di altri. Il problema, a ogni modo, non è solo il rialzo dei prezzi in sé, quanto l’aumento del costo delle materie prime. Una condizione che aveva lasciato fin da subito il sospetto che l’incremento di ottobre fosse solo il primo assaggio delle bollette salate.

Detto fatto. Secondo diversi siti specializzati (da Osservatorio di Tariffe a Segugio.it), in questo momento storico è il gas a subire gli effetti più deleteri del rincaro. Il prezzo crescente, infatti, metterebbe le famiglie italiane di fronte al rischio di una nuova batosta. Un rischio parzialmente mitigato dal passaggio al mercato libero, con il quale, secondo gli esperti, potrebbero essere risparmiati fino a 53 euro l’anno. Analizzando il dislivello fra offerte del mercato di maggior tutela e quello libero, infatti, emergono delle discrepanze abbastanza evidenti. E anche piuttosto frammentarie, considerando che in alcune Regioni si finisce per pagare di più rispetto ad altre.

Bollette, gas alle stelle sul mercato di maggior tutela: ecco dove

Occhi puntati sul Nord Italia. Il consumo medio nelle Regioni settentrionali, infatti, supera regolarmente i 1.000 m3 all’anno, fino a un massimo di 1.208m3 fatto registrare in Trentino-Alto Adige. Ritmi alti anche in Veneto, dove si toccano i 1.200 m3, mentre sorride la Liguria, dove il consumo del gas è mitigato dal clima meno freddo, per una media inferiore a 700 m3. Ovvero, il consumo medio più basso a livello nazionale. Basti pensare che in Sicilia, per esempio, il consumo medio si attesta a 727 m3. Lo studio effettuato è abbastanza chiaro: spesa media annuale, solo per il gas, pari a 723 euro, con alcune Regioni che viaggiano addirittura al di sopra della media nazionale. E, ancora una volta, si tratta perlopiù di Regioni del Nord e Centro-Nord: Valle d’Aosta, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Toscana e Marche.

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Questo per quanto riguarda il mercato di Maggior tutela. Il passaggio al mercato libero, in questo senso, potrebbe offrire diversi spiragli di risparmio. Senza contare che, a breve, lo switch diventerà una necessità per continuare a usufruire delle utenze. Gli esperti ritengono che l’attivazione di un’offerta conveniente in questa branca della fornitura di gas, porterà a un risparmio complessivo sulla spesa annua relativa al costo dell’utenza. Mediamente si parla di 53 euro sulle bollette del gas, importo fornito dal raffronto fra la spesa media su base nazionale sotto la Maggior tutela e quella dovuta all’attivazione della tariffa migliore sul mercato libero. Un costo complessivo annuo che si aggirerà quindi sui 669 euro. Risparmio che sarà più sensibile laddove si viaggia sopra la media nazionale del consumo. In Trentino, ad esempio, si stima un risparmio di 76 euro l’anno. Non certo pochi.