Per chi esce e chi entra, varranno regole precise. I viaggi sono possibili ma il Ministero della Salute prosegue sulla strada della cautela.

Viaggi estero
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Il periodo autunnale è sempre complicato. L’avvicinamento alla stagione fredda, con la sua carica di cambiamento atmosferico, è tradizionalmente il più soggetto a influenze e raffreddori. Il momento giusto, in sostanza, per usare prudenza. Quello che il Ministero della Salute cerca di fare, seguendo la strada guardinga delle regole di viaggio contratte al fine di scongiurare nuovi picchi della pandemia da Covid. Rinforzando, nel frattempo, il ricorso alla vaccinazione per limitare ulteriormente la circolazione del virus. Una posizione guardinga che si trasferisce anche al contesto dei viaggi, soprattutto quelli all’estero.

L’esecutivo ha infatti deciso di continuare sulla strada delle regole prudenziali, continuando a dividere le varie aree geografiche all’interno di cinque fasce di rischio. In pratica, per poter accedere e tornare da un Paese, piuttosto che da un altro, sarà necessario rispettare regole specifiche, legate a tamponi, Green Pass e quant’altro sia necessario per evitare rischi. Disposizioni già in vigore, null’altro che estese fino al prossimo 15 dicembre con un’ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

Viaggi all’estero, come funzionano fino al 15 dicembre

Per chi effettua viaggi nei Paesi della cosiddetta Fascia D, al ritorno non sarà richiesto l’isolamento fiduciario di cinque giorni. Uniche condizioni, l’essere in possesso del certificato di vaccinazione oppure l’aver svolto un tampone entro le 72 ore precedenti al rientro in Italia. Rientrano nella categoria Paesi come Arabia Saudita, Australia, Canada, Giappone, Hong Kong e Macao, Nuova Zelanda, Qatar, Regno Unito e Stati Uniti. Una piccola eccezione riguarda proprio la Gran Bretagna: al rientro dai viaggi Oltremanica, infatti, andrà eseguito un tampone nelle 48 ore precedenti. Per quanto riguarda Giappone, Canada e Stati Uniti, ai viaggiatori in ingresso in Italia verrà richiesto l’esito negativo di un test molecolare, svolto entro le 72 ore precedenti.

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Le regole varranno solo per le persone provviste di Green Pass, concesso per completamento del ciclo vaccinale con uno dei sieri approvati dall’Ema, oppure per guarigione dal Covid, certificata da documentazione apposita delle autorità sanitarie locali. Chi è sprovvisto di Green Pass, invece, dovrà osservare la quarantena di cinque giorni e svolgere un test alla fine del periodo. Per quanto riguarda l’Unione europea e i Paesi dell’area Schengen, vigeranno le medesime regole adottate fin qui: basterà la certificazione verde e il Passenger Locator Form per potersi muovere liberamente.