Vi sono molti Comuni, in Italia, dove non vi è più nemmeno uno sportello bancomat dove poter prelevare soldi. Ecco l’ultimo terribile incubo.

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Ogni prodotto o servizio di nostro gradimento, per essere acquistato, richiede necessariamente una contropartita di carattere economico. Non crea stupore, pertanto, il fatto che proprio i soldi finiscano spesso per diventare oggetto di discussione. A partire dalla spesa settimanale fino ad arrivare alle bollette, in effetti, sono tante le volte in cui ci ritroviamo a dover mettere mano al portafoglio.

Se tutto questo non bastasse, nel corso degli anni, si è assistito ad una graduale rivoluzione dei metodi di pagamento. Un processo che sembra destinato a non arrestarsi, tanto da ritrovaci già a dover fare i conti con una realtà inaspettata. Ovvero la presenza di molti Comuni, in Italia, dove non vi è più nemmeno uno sportello bancomat dove poter prelevare i soldi. Ecco l’ultimo terribile incubo.

Bancomat addio, ecco dove sono spariti: 2.800 Comuni sono rimasti senza

Gli strumenti di pagamento sono in continua evoluzione, tanto da pensare che a breve ci potremmo ritrovare a dover dire addio all’utilizzo del contante e ai prelievi da conto corrente. A tal proposito desta particolare interesse, e anche preoccupazione, quanto riscontrato in molti Comuni d’Italia. In base ai numeri di Bankitalia e rielaborati dal sindacato Uilca, infatti, in quattro anni, ovvero dal 2016 al 2020, gli Atm sono diminuiti del 6,9%. Ma non solo, si riducono anche le filiali, scese del 19,1%.

Se tutto questo non bastasse, vi sono ben 2.800 Comuni italiani che non hanno più nemmeno uno sportello bancomat, con un calo del 9,2% rispetto alla fine del 2015. Nell’anno segnato dall’impatto del Covid, inoltre, si è registrata una diminuzione del numero di sportelli per prelevare sia dentro le banche che al di fuori.

Tra i casi più emblematici si annovera quello dell’Umbria, che si rivela essere una delle regioni italiane con il più alto tasso di anziani. A Nocera Umbra, ad esempio, vi è un solo bancomat che, se guasto, costringe gli abitanti a fare 30 chilometri per raggiungere Foligno. Una situazione che non passa di certo inosservata e che finisce per creare inevitabilmente un bel po’ di disagi.

A tal proposito, come si evince da La Repubblica,  il segretario regionale della Fabi, Enrico Simonetti, ha sottolineato: “Quale danno subisce la comunità di un piccolo paese che vede chiudere l’unica istituzione bancaria nel raggio di decine di chilometri e vede dissolversi rapporti professionali e umani? Chi occuperà il vuoto? Riteniamo che non si possa solo ragionare in termini di redditività, ma che debba esserci una responsabilità sociale verso i territori“.

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Proprio le comunità dei piccoli centri, soprattutto nei territori più isolati, pertanto, finiscono per ritrovarsi a dover fare i conti con l’ultimo terribile incubo. Quest’ultimo derivante dalle difficoltà con cui molti italiani si trovano alle prese a causa dell’assenza di sportelli bancomat.