Non solo era sposato ma non era nemmeno un broker. La truffa, architettata nei dettagli, era però un castello di carta. L’incredibile vicenda.

Finto broker
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Un piano ben architettato ma non così furbo da sfuggire alle sue conseguenze. La Procura di Pontevedra, città spagnola della Galizia, ha richiesto quattro anni di reclusione per un uomo accusato di aver truffato la compagna per oltre 20 mila euro. Il motivo? Essersi spacciato per un broker e averla di fatto adescata attraverso un sito di incontri online, per poi sottrarle gran parte del proprio patrimonio. Il soggetto, già noto alle Forze dell’ordine in quanto precedentemente condannato a due anni per frode fiscale, sarà giudicato il 28 ottobre dai giudici del Tribunale di Pontevedra.

Secondo quanto appurato nel corso delle indagini, il sedicente broker aveva contattato la vittima via internet, spacciandosi per un mediatore della Borsa, con interessi a Londra, Hong Kong e anche Barcellona. Nello scambio di informazioni, durante la fase di conoscenza, l’uomo è venuto a sapere che la sua futura vittima era un medico con una relazione di ben 14 anni da poco interrotta. Dopo un’iniziale fase di approccio, i due sono persino andati a convivere anche se in modo discontinuo, a causa delle numerose assenze del sedicente broker giustificate con ragioni di lavoro. Il piano truffaldino, però, era già in atto.

Truffa la convivente per 20 mila euro: in manette il falso broker

Ciò che la donna non sapeva, è che il suo convivente non solo non effettuava alcun viaggio di lavoro (nonostante avesse fornito alla donna un numero telefonico di Hong Kong, spacciato per quello del suo ufficio) ma era addirittura sposato. La residenza reale sarebbe stata a Melide, in Galizia, assieme a una moglie risultata del tutto estranea ai trucchi del marito. Nel frattempo, proseguiva il suo “lavoro” nei confronti della vittima, alla quale sarebbe riuscito a estorcere del denaro paventando problemi lavorativi. Inoltre, avrebbe convinto la donna a richiedere un prestito di 50 mila euro, dicendole che presto avrebbe incassato una somma tale da cancellare immediatamente il debito. Dopo aver tentato un primo trasferimento del denaro, fermato dal direttore della banca, il falso broker ne ha effettuati altri due, nei confronti di parenti risultati anch’essi all’oscuro del tranello.

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Operazioni giustificate alla sua “compagna” con diverse scuse, risultate efficaci nonostante gli avvertimenti del direttore della banca circa la stranezza delle stesse. Dopo un falso viaggio in Italia, la vittima ha iniziato ad annusare puzza di bruciato, fino a ricevere una telefonata dalla moglie dell’individuo. A quel punto, troncata la relazione, la donna ha chiesto indietro i soldi all’uomo che, per tutta risposta, ha effettuato altri due bonifici per poi lasciare la casa. Denunciato, la Procura chiede ora che risarcisca la vittima con 22.483,65 euro, ovvero l’importo complessivo truffato.