Aver pagato e non poterlo provare è la beffa peggiore. Per quanto riguarda il Bollo auto, però, ci sono diverse soluzioni per non incorrere in sanzioni.

Bollo auto documento
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Chiaramente è un caso limite ma, vista la quantità di tasse e bollettini da pagare, può accadere che per sbaglio si finisca per perdere un documento in grado di comprovare l’avvenuto pagamento. Un inconveniente a cui, naturalmente, può esserci rimedio. Anzi, deve esserci un rimedio, altrimenti si rischierebbe di trovarsi di fronte a una doppia beffa: aver pagato la tassa, qualunque sia, e ritrovarsi nell’impossibilità di dimostrarlo. Questo può avvenire, ad esempio, con pagamenti piuttosto distanziati nel tempo, come quelli relativi al Bollo auto. Una tassa annuale, che dà la possibilità di poter effettuare il pagamento nel corso di dodici mesi.

Qualora si provveda al pagamento, è sempre bene provvedere ad archiviare la ricevuta, così da non correre rischi. Tuttavia, può accadere che durante l’anno, magari riordinando le proprie carte, si finisca per gettare via il foglio sbagliato. Un bel guaio, dal momento che non è inusuale che possano verificarsi degli accertamenti, magari proprio per un disguido nell’invio della documentazione. In questi casi, essere in possesso di tutto il necessario per poter dimostrare l’assolvere dell’obbligo è il requisito base.

Bollo auto pagato: cosa fare se si perde la ricevuta

Va ricordato che il Bollo auto si prescrive al termine dei tre anni decorrenti dall’1 gennaio dell’anno successivo a quello di versamento. Un procedimento che viene interrotto nel momento in cui al contribuente perviene una richiesta di pagamento o un sollecito. Impugnabile qualora non sia arrivato il primo documento. Se le ricevute di pagamento sono state conservate, sarà possibile dimostrare senza problemi l’avvenuto pagamento. Ed evitare quindi qualsiasi tipo di sanzione, anche se è necessario opporsi formalmente alla contestazione. Nel caso in cui non si proceda a impugnare la richiesta, la cartella esattoriale verrebbe notificata e il pagamento richiesto.

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Considerando che il Bollo auto può essere pagato in diversi modi, ad esempio tramite un’app poi, magari, cancellata dal telefono, la possibilità di non essere in grado di dimostrare l’avvenuto pagamento può verificarsi. Se i tre anni di prescrizione non sono decorsi, bisognerà collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate o della Regione (si tratta infatti di una tassa regionale) per scaricare l’indicazione del versamento avvenuto. Documentazione che dovrà poi essere presentata all’ente di riscossione per confermare il pagamento. Inoltre, se si è registrati al Portale dell’Automobilista, con l’inserimento dei dati potranno essere reperiti i dati relativi al Bollo auto. Incluso lo stato dei pagamenti.