Non solo di conto corrente si nutre la truffa. Un pericoloso messaggio mette a rischio i nostri soldi sfruttando proprio il RdC.

Truffa sms
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Nell’ultimo anno e mezzo, forse anche in virtù della progressiva digitalizzazione, gli allarmi relativi a truffe online (e non solo) hanno subito un incremento quasi mai visto. Perlopiù, l’obiettivo dei criminali è quello di impadronirsi del denaro altrui, applicando sistemi quali phishing, smishing e altre tattiche volte a farsi consegnare “spontaneamente” i codici di accesso ai sistemi di home banking. Ma non è solo il conto corrente dei cittadini a essere in pericolo. In molte circostanze, le truffe mirano a strumenti come le PostePay o le agevolazioni di sostegno al reddito concesse dal Governo.

Una di queste è il Reddito di Cittadinanza, che viene elargito in forma di ricarica su una apposita card. E proprio il RdC, secondo quanto segnalato dal Regione Lazio, è diventato in questi giorni oggetto di ripetuti tentativi di raggiro, sfruttando una prassi consolidati. I titolari del trattamento, infatti, vengono convocati via sms da un Centro per l’impiego, che li informa rispetto al giorno e all’ora in cui firmeranno il Patto per il Lavoro. E qui scatterebbe la truffa da parte di ignoti che, attraverso lo stesso sistema, cercano di sottrarre denaro ai titolari del Reddito di Cittadinanza.

RdC a rischio: come funziona la nuova truffa

Stavolta la truffa è di quelle mortifere. Secondo le segnalazioni da parte dei beneficiari del Reddito, era richiesto di contattare un sedicente ufficio del Centro per l’impiego al numero 8938930915. Nella fattispecie, chi ha seguito tali istruzioni è di fatto caduto nell’inganno. Chiaramente in buona fede, poiché credeva di incorrere in sanzioni qualora non avesse assecondato la richiesta, credendo si trattasse di un procedimento autentico. Queste persone, inconsapevolmente, si sono ritrovate a versare parecchi soldi direttamente nelle mani dei truffatori. Il numero indicato, infatti, non è riconducibile a nessuno Centro per l’impiego, dal momento che tutti iniziano con il prefisso 06.

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Quello indicato, infatti, è un numero a pagamento che porta chi lo chiama a spendere parecchi soldi. Il che, alla fine, porta gli stessi a rendersi conto della truffa subita. In questo caso, sempre meglio procurarsi i vari numeri degli uffici competenti sul territorio, così da avere la certezza quando si ricevono contatti di questo tipo. Significativo, forse, che le segnalazioni provengano dalla stessa Regione Lazio che, recentemente, aveva subito un pesante attacco hacker. A ogni modo, qualora si riceva un messaggio simile, contente un numero privo del prefisso, ora si sa che è bene cestinarlo. Ed effettuare la segnalazione naturalmente.