Oltre 20 tonnellate di cosce suine requisite da uno stabilimento modenese, trovato in condizioni sconcertanti. Erano destinate alla produzione di prosciutto.

Prosciutto sequestro
Foto: Pixabay

No, nemmeno il prosciutto viene risparmiato dal rischio alimentare. Le insidie, infatti, possono nascondersi ovunque e persino un alimento quotidiano e di larghissimo consumo non è esente dal pericolo. I Nas di Parma hanno effettuato un blitz all’interno di uno stabilimento di produzione in provincia di Modena, requisendo carni suine da un ambiente ritenuto incompatibile con le misure igieniche fondamentali per la lavorazione e il sezionamento. In sostanza, gli agenti hanno effettuato un sequestro preventivo, per impedire che un alimento lavorato in condizioni non idonee fosse messo in vendita.

Nello specifico, si tratta di oltre 20,5 tonnellate di cosce suine congelate, tutte destinate alla produzione di prosciutto crudo. Secondo quanto appurato dai carabinieri, durante l’ispezione igienico-sanitaria sarebbero emerse ripetute violazioni dei principi generali delle norme in fatto di sicurezza alimentare. Alcune carni pare fossero lasciate sul pavimento, sul quale sarebbero state riscontrate addirittura delle tracce di ruggine.

Prosciutto sequestrato prima del confezionamento: il blitz dei Nas

Non si sarebbe trattato, tuttavia, dell’unica violazione riscontrata. Al momento dell’ingresso nello stabilimento modenese, infatti, lo scenario sarebbe stato di quelli scioccanti: sangue animale e residui di lavaggio di attrezzature di officina, oltre a sporcizia diffusa all’interno del locale. Una serie di circostanze che hanno portato alla denuncia del titolare alla Procura della Repubblica di Modena, oltre che a una segnalazione presso l’Autorità sanitaria competente. Il rischio è che si proceda con la contestazione di ulteriori violazioni amministrative, pari a circa 3 mila euro.

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Gli inquirenti hanno fatto sapere che ulteriori accertamenti sono tuttora in corso. La finalità, accertare la presenza di ulteriori possibili irregolarità all’interno dello stabile. Tutto di carattere amministrativo, considerando che si tratta di prodotti destinati alla produzione di cibi di largo consumo, per un valore commerciale superiore a 150 mila euro. L’azione preventiva dei Nas ha comunque rimediato in tempo alle possibile conseguenze funeste. Certo è che, perlomeno su alimenti base come il prosciutto, la speranza è quella di stare tranquilli…