Attenzione! Vi è un gesto che potrebbe costarvi caro, in quanto c’è chi rischia di perdere l’assegno. Ecco cosa sta succedendo.

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La pensione si rivela essere un traguardo importante della propria vita. Quest’ultimo, infatti, viene raggiunto dopo tanti anni all’insegna del lavoro e dei vari impegni e scadenze da rispettare. Non stupisce, quindi, che siano in molti a non vedere l’ora di poter finalmente accedere a tale trattamento, staccando finalmente la spina dai vari impegni quotidiani.

Per beneficiare di tale trattamento, come noto, bisogna essere necessariamente in possesso di alcuni requisiti sia dal punto di vista anagrafico che contributivo. Allo stesso tempo, anche una volta ottenuto l’accesso a determinate prestazioni Inps è bene prestare attenzione. Vi sono in molti, infatti, che se non regolarizzano la propria posizione entro 120 giorni di tempo rischiano di perdere l’assegno. Ma per quale motivo? Entriamo nei dettagli e scopriamolo assieme.

Pensione, c’è chi rischia di perdere l’assegno: occhio all’obbligo di presentazione del RED

In attesa di vedere cosa porterà con sé la riforma delle pensioni, è bene sapere che l’Inps, attraverso un comunicato stampa del 20 ottobre, ha fatto sapere che alcuni titolari di pensioni connesse al reddito rischiano di perdere l’assegno.

Come ricorda l’istituto con il comunicato poc’anzi citati infatti: “I titolari di prestazioni di invalidità civile ancorate al reddito (per esempio assegno mensile o pensione di inabilità) sono tenuti per legge a comunicare annualmente i propri redditi all’INPS (modello RED) o all’Agenzia delle entrate (730, UNICO) per il calcolo delle prestazioni di invalidità civile“.

Coloro che non hanno provveduto a tele comunicazione hanno ricevuto o riceveranno in questi giorni dall’Inps una raccomandata. Attraverso quest’ultima viene comunicata la sospensione temporanea delle prestazioni di invalidità civile. Ma non solo, a partire dal momento della sospensione, i soggetti interessati avranno 120 giorni di tempo per regolarizzare la propria posizione, comunicando i redditi mancanti inerenti gli anni dal 2017 al 2021.

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Trascorso questo lasso di tempo, ecco che la prestazione viene definitivamente revocata, con l’ente che provvede al recupero delle erogazioni non dovute. Allo stesso tempo, chi ne ha diritto, si vedrà erogare nuovamente le prestazioni solamente dopo aver comunicato all’Istituto i redditi mancanti. Occhio quindi alle tempistiche e alle informazioni richieste, onde evitare di dover fare i conti con spiacevoli sorprese, quali la perdita dell’assegno.