Si snelliscono le procedure di accesso alla reversibilità. L’Inps propone la domanda precompilata per facilitare le richieste.

Inps reversibilità sms
Foto: Web

Altro servizio in arrivo da parte dell’Inps, sempre in nome dell’implementazione tecnologica. Non solo chiaramente, ma lo snellimento delle procedure attraverso lo sfruttamento delle potenzialità del web diventa fondamentale al fine di accorciare i tempi burocratici. E, quindi, quelli di accesso a una prestazione o di verifica dei requisiti. La pensione di reversibilità rientra in questo quadro. L’Istituto, infatti, ha messo a disposizione degli utenti un servizio specifico, che mira a migliorare le modalità di richiesta accorciando notevolmente i tempi.

Con un sms al coniuge avente diritto, infatti, l’Inps comunicherà all’interessato le sopraggiunte condizioni per la richiesta della reversibilità, predisponendo immediatamente un modello di richiesta precompilato. Un documento che riporterà tutti i dati già in possesso dell’Inps, facilitando il compito di chi deve inoltrare domanda. E, in caso di errori, di correggere in tempo, semplificandosi la vita.

Reversibilità, chi ha diritto alla precompilata

In realtà, alcune sedi Inps avevano già avviato il servizio in via sperimentale. Ora, dopo il rodaggio, si passerà alla verifica a livello nazionale. Le strutture territoriali, infatti, potranno mettere a disposizione la precompilata al momento della cessazione di un trattamento pensionistico per decesso del titolare. Nel messaggio n. 3450 del 30 giugno era stato anticipato il tutto, per poi essere confermato pochi giorni fa: la presentazione della domanda resta telematica, tramite sito Inps (ma anche via Contact Center e patronato), ma con il modello già provvisto di quanto presente in banca dati. Il limite temporale per la presentazione è di dieci anni dal decesso del pensionato.

LEGGI ANCHE >>> Pensione reversibilità, ora c’è la precompilata: l’Inps ottimizza i tempi

In attesa della riforma del sistema pensionistico, le regole per la reversibilità restano le stesse. E probabilmente lo resteranno anche dopo. Gli aventi diritto sono i familiari superstiti di un titolare di trattamento pensionistico, il quale abbia maturato perlomeno quindici anni di contributi, oppure cinque anni con almeno tre nell’ultimo lustro precedente al decesso. Questo varrà per il coniuge anche in caso di separazione o divorzio (al netto di ulteriori condizioni necessarie). L’importo verrà corrisposto sulla base di una percentuale della quota totale di pensione percepita dal titolare deceduto. Il 100% verrà destinato a un coniuge con due o più figli.