Vediamo quali sono i passi giusti da fare quando si desidera cambiare lavoro. Piuttosto che procedere seguendo unicamente l’onda emotiva, è meglio fermarsi e definire un piano d’azione ben ponderato.

assunzioni lavoro
Foto © AdobeStock

Quando si arriva a decidere di voler cambiare lavoro, è palese che ci siano dei problemi col lavoro corrente. Ma quali sono? Sono stati ben definiti?
Non basta sentirsi un po’ demotivati o avvertire poco entusiasmo sull’ambiente di lavoro. Per decidere di cambiare radicalmente è necessario aver prima provato a risolvere eventuali criticità.
C’è stato un confronto con il capo con i colleghi? In caso di necessità di stipendio maggiore è stato chiesto un aumento? In caso di sovraccarico di lavoro, è stato fatto presente ai datori o alla direzione delle risorse umane?

Prendere carta e penna e definire quali sono i lati negativi dell’esperienza lavorativa in corso, aiuta a a chiarirsi le idee e a trovare delle azioni da compiere prima di decidere che la situazione attuale sia da chiudere definitivamente.

Valutare il proprio atteggiamento sul posto di lavoro

L’ambiente lavorativo è un luogo di scambio continuo. La risorsa che vuole cambiare lavoro deve chiedersi se i problemi riscontrati sul lavoro sono imputabili a qualche figura particolare, alla gestione aziendale o al proprio approccio e ai propri atteggiamenti.
Valutando bene anche come si risponde personalmente a stress, stimoli e a situazioni complicate si potrà avere una visione più completa delle problematiche nate sul lavoro e di eventuali margini di miglioramento del proprio modo di fare.
L’autovalutazione aiuterà anche a capire quali potranno essere le prossime buone opportunità e quelle invece da non prendere in considerazione.

Prendere coscienza delle competenze maturate

Nonostante tutto, ogni periodo lavorativo permette una forte crescita personale e di competenze. Quando ci si trova a voler cambiare lavoro occorre prendere coscienza di quali siano state le competenze acquisite, quelle potenziate e di tutto ciò che è stato effettuato sul campo.
Formazione, acquisizione di certificazioni, patentini, riconoscimenti, premi: questo genere di valutazione permette alla risorsa di fare un quadro anche degli aspetti positivi della sua esperienza e di poterli utilizzare come leva per la ricerca del prossimo impiego.

Fare una valutazione della propria posizione economica e finanziaria

Per organizzarsi al meglio con le tempistiche, è bene fare il punto della propria situazione economica e finanziaria. Capire quali sono i propri risparmi, spese fisse, eventuali mutui aperti aiuta a definire degli archi temporali entro i quali si pensa di poter agire.
Procedendo in questo modo, si decide con maggiore pertinenza il periodo migliore per provare a cambiare lavoro. Infatti, un cambio dell’attività lavorativa potrebbe richiedere maggiori spese ordinarie, un trasferimento, o spese aggiuntive rispetto al periodo precedente.

In caso di problemi sul lavoro attuale, rivolgersi a un consulente

In caso di problemi oggettivi sul posto di lavoro, come mancato pagamento di uno o più stipendi, o altri comportamenti errati assunti da parte del datore, verificabili, è consigliabile rivolgersi a un avvocato o a un consulente del lavoro: a volte, infatti, il lavoratore non conosce i propri diritti o non sa che in alcuni casi le dimissioni sono ritenute per giusta causa e danno diritto a disoccupazione e altri benefit.
Inoltre, la consulenza di uno specialista potrebbe aiutare a individuare i problemi effettivi del rapporto datore-lavoratore e potrebbe anche aiutare in una conciliazione.

Scrivere un curriculum vitae aggiornato

Man mano che l’idea di cambiare lavoro si fa strada conviene iniziare la ricerca del prossimo lavoro.
La risorsa dovrebbe scrivere un curriculum aggiornato, con una veste grafica adatta al suo ambito di lavoro e iniziare a preparare delle lettere di presentazione, dove può spiegare che è alla ricerca di un nuovo impiego con le motivazioni che lo spingono a cercare altro.

Il curriculum dev’essere aggiornato e sintetico: occorre trasmettere le giuste informazioni in poche righe. Se il profilo è interessante per l’azienda che lo riceve, ci sarà un colloquio che permetterà ad entrambi, datore e aspirante lavoratore, di andare più nel dettaglio.

Proporsi presso aziende e rivolgersi a conoscenze nel campo di lavoro desiderato

Per inviare o consegnare il proprio curriculum si possono consultare piattaforme di annunci, ci si può recare presso l’ufficio di collocamento della propria città, o si può cercare di intercettare delle opportunità attraverso amici e conoscenze. Una piccola ricerca nel campo di lavoro desiderato permetterà di trovare una strada per presentare la propria candidatura. In generale le strade più efficaci sono:

  • rispondere a un annuncio
  • inviare una candidatura spontanea tramite sito web aziendale
  • proporre la propria candidatura a un’agenzia interinale
  • chiedere ad amici di essere presentati ai loro recruiter
  • chiedere a conoscenti che lavorano nel proprio ramo di visionare il proprio curriculum e di valutarlo

Cambiare lavoro? Valutare l’idea di partecipare a concorsi pubblici

Una strada percorribile per chi voglia cambiare lavoro è quella del pubblico impiego. Vi si accede attraverso candidature ai concorsi banditi periodicamente. Diversamente dalle aziende private, le aziende pubbliche non assumono tramite il processo standard curriculum, colloquio, proposta economica, bensì attraverso prove uguali per tutti i candidati su posti già definiti e rispondenti a un determinato casellario retributivo.

Si possono consultare i bandi sulla Gazzetta Ufficiale o tramite siti web che raccolgono tutti bandi divisi per regione geografica o per ruolo.

Controllare sul contratto quali sono le tempistiche di preavviso per lasciare il lavoro

In attesa di essere contattati per delle nuove opportunità lavorative, è bene dare un’occhiata alle condizioni scritte sul contratto di lavoro precedente: ci sono delle tempistiche da rispettare, dei tempi ben definiti per dare preavviso di voler lasciare il lavoro, e in più ci sono le ferie maturate da tenere presenti.

Ogni contratto ha le sue tempistiche, e queste vanno rispettate sia per un discorso etico sia per non vedersi decurtati dall’ultimo stipendio dei contributi inattesi.

Decidere se prendere dei periodi di aspettativa dal lavoro precedente

Se la ricerca di lavoro è particolarmente lunga e se non si vuole più frequentare l’ambiente di lavoro, può essere una buona idea quella di prendere un periodo di aspettativa, retribuita o meno; anche in questo caso, valutando la propria situazione economica e famigliare, si può decidere di prendersi un periodo di pausa per stare con la propria famiglia o per avere del tempo per sé da investire in studio, formazione etc.

LEGGI ANCHE >> Lo stipendio non basta? Ecco come trovare un secondo lavoro sfruttando il digitale

Procedere con i colloqui ed essere fiduciosi

Una volta che si è certi di voler cercare una nuova opportunità di lavoro, occorre munirsi di pazienza e di fiducia nel futuro. Seppure il periodo storico si presenta di particolare complessità, le opportunità ci sono e vanno prese al volo. Per cui, è bene affrontare i colloqui con una giusta predisposizione d’animo, puntando a obiettivi raggiungibili e mostrandosi aperti e flessibili a proposte di vario genere.

Vanno stabiliti alcuni punti fermi, pertanto decidere a che modalità di impiego di vuole puntare (stage, contratti a chiamata, in libera professione, full time o part-time). Evitare di candidarsi per posizioni lontane dalle proprie capacità e aspirazioni. Nel frattempo, si può decidere di investire parte del proprio tempo per frequentare corsi di formazione, di lingue, di informatica per migliorare le proprie referenze e aumentare le proprie soft skills, cioè quelle capacità in più che su un curriculum possono fare la differenza.