Lo sciopero obbligo Green Pass fino al 20 ottobre rischia seriamente di paralizzare diverse attività lavorative essenziali per la collettività 

Sciopero obbligo Green Pass
Fonte Instagram – @segretodonna

La battaglia contro l’obbligo di Green Pass al lavoro è appena iniziata. Le proteste andate in scena nella giornata di venerdì 15 ottobre hanno di fatto aperto le danze e al momento le polemiche non accennano a placarsi.

L’associazione sindacale FISI (Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali) ha proclamato lo sciopero generale di tutti i settori pubblici e privati fino alla mezzanotte di mercoledì 20 ottobre 2021. Si tratta della stessa che ha indetto l’interruzione delle attività nel porto di Trieste, per cui la Commissione di garanzia aveva chiesto la revoca per il mancato rispetto della rarefazione oggettiva e per la concomitanza tra astensioni riguardanti servizi alternativi.

Uno sciopero di ben cinque giorni di tutti i servizi pubblici essenziali previsti dalla legge 12 giugno 1990 numero 146, definita ai sensi dell’articolo 2 della sopracitata legge promulgata nel ormai lontano ’90.

Sciopero obbligo Green Pass: quali settori rischia la paralisi

Anche l’Inps ha segnalato lo sciopero e ha comunicato agli utenti la possibilità di disservizi ma anche la garanzia delle prestazioni indispensabili. Esenti i territori colpiti da calamità naturali o interessati a consultazioni elettorali.

Al centro di questo movimento di protesta si trovano altri settori decisamente importanti, tra cui la Sanità e la Scuola. Nel primo caso sono garantiti i servizi di emergenza e di Pronto Soccorso. Potrebbero invece non avere la stessa sorte le attività prenotate e programmate.

Per quanto concerne l’istruzione i disservizi potrebbero interessare anche la scuola dell’infanzia e i nidi. Un vero e proprio danno per i genitori alle prese con il lavoro. In pratica si sono ritrovati a dover ripiegare su parenti o baby sitter. 

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In generale sono tanti i disagi frutto di questa spiacevole situazione. L’auspicio è che possa rientrare quanto prima. Il blocco di queste attività rischia di recare gravi danni ai cittadini. 

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