Disincentivo progressivo al pagamento in contanti a partire dal 2022. E l’Europa punta a un massimale unico di riferimento.

Contanti limitazione
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Contanti al bando e sprint sui sistemi tracciabili. Dall’1 gennaio partirà ufficialmente la nuova strategia anti-evasione disposta dal Governo, che si costituirà di un progressivo disincentivo al ricorso alla moneta cash fissando fin da subito nuovi limiti al totale spendibile. La riforma, in realtà, si collega direttamente alla Legge di Bilancio 2020 e, con il nuovo anno, porterà a 999,99 euro il tetto massimo per i pagamenti in contanti. Un’ulteriore decurtazione rispetto a quanto valido fino al 31 dicembre 2021, importo peraltro già rivisto al ribasso.

Al momento non c’è traccia di deroghe. Il nuovo limite sui contanti entrerà regolarmente in vigore e, anzi, sembra essere solo il primo passo di un giro di vite che si annuncia particolarmente duro per i pagamenti. L’obiettivo primario è contrastare il riciclaggio, oltre che naturalmente l’evasione fiscale. In merito alla prima mission, è stata ipotizzata persino la messa al bando delle banconote da 500 euro, le più soggette al fenomeno. Per quanto riguarda le soglie massime dei saldi in contanti, già dal 2020 era stata operato un dimezzamento: da 3 mila a 2 mila euro.

Pagamenti in contanti, obiettivo tetto unico europeo

Le limitazioni all’uso dei contanti sono state oggetto di discussione in una serie di interrogazioni in Commissione Finanze della Camera. Il rappresentante incaricato del Ministero dell’Economia non ha parlato di ulteriori modifiche, parlando piuttosto delle finalità e della legittimità delle nuove normative. In buona sostanza, le regole sulla limitazione del contante non entrerebbero in contrasto con il corso legale dell’euro, in quanto sussistono degli strumenti alternativi di pagamento. Il nuovo corso dei pagamenti, infatti, poggerà sugli strumenti di tracciabilità, quali bonifici e mezzi elettronici.

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Per quanto riguarda le regole comunitarie, si procede nella direzione di un limite condiviso. Il contrasto ai fenomeni di evasione e riciclaggio, infatti, resta una priorità anche di altri Paesi europei e l’introduzione di una soglia minima in Italia potrebbe essere l’occasione giusta anche a livello europeo. Anche se, in questa circostanza, si punta a una soglia pari a 10 mila euro, quindi decisamente più alta. Si tratterebbe, comunque, di una cifra indicativa. I massimali dei Paesi membri potranno attagliarsi su soglie inferiori.