Le tutele per i caregiver sono diverse sul luogo di lavoro. I permessi retribuiti sono solo una parte: anche sui turni di notte vigono regole precise.

Legge 104 caregiver
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Il ruolo di caregiver non comporta solo responsabilità continue e impellenti a livello familiare. La figura assistenziale a una persona della propria famiglia affetta da disabilità nella propria famiglia, infatti, può godere di precisi riconoscimenti in ambito lavorativo, proprio in funzione del suo ruolo. La Legge 104, già di per sé garantisce importanti agevolazioni a chi vive una condizione simile all’interno del proprio nucleo familiare. Ad esempio, i caregiver possono beneficiare di permessi speciali per poter assolvere al loro compito di assistenza. Ma nel contratto di lavoro è previsto anche qualcos’altro.

I permessi retribuiti rappresentano di fatto un’agevolazione basilare per i caregiver, figure essenziali in ambito domestico e, per questo, inquadrati in modo particolare anche al momento della stipula dei contratti di lavoro. Anche perché, dati Istat alla mano, si tratta di una fetta di popolazione nemmeno troppo esigua: i tutelati dalla Legge 104 sono oltre 7 milioni. Numeri che rendono più che mai necessarie delle normative ad hoc. E, come detto, i permessi retribuiti sono solo una parte delle garanzie fruibili.

Caregiver, l’agevolazione sui turni di notte: come funziona

Fra le varie agevolazioni concesse, figura anche il diritto al congedo straordinario di due anni, garantito dall’articolo 3, comma 3 della Legge 104/92. Chiaramente, sconfinando nei permessi retribuiti, le agevolazioni legiferate includono anche orari e turni di lavoro, adeguabili a seconda delle esigenze del familiare assistito. In questo quadro, rientrano anche i turni di notte: il lavoratore caregiver, infatti, non può essere posizionato in orari notturni, secondo quanto sancito dall’articolo 53 del D.Lgs. n. 151/2001. Una disposizione precisa che garantisce un diritto importante a questo tipo di lavoratori.

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Un’agevolazione, quella dell’esenzione dai turni notturni, che riguarda un numero potenzialmente limitato di lavoratori. Forse per questo non figura fra quelle più ricordate. Eppure, si affianca a un ulteriore diritto riguardante la reperibilità notturna. Si tratta di un’eventualità legate perlopiù a professioni sanitarie e ospedaliere o particolari, come Vigili del fuoco o addetti al funzionamento degli impianti. In caso si presenti una circostanza simile, il lavoratore coinvolto può astenersi da questo tipo di richiesta, presentando una comunicazione in forma scritta entro 24 ore prima dell’inizio del turno di lavoro. Attenzione: omettere di garantire questo diritto, significherebbe per il datore di lavoro incorrere in un reato, con possibili sanzioni oltre i 2 mila euro e un rischio di reclusione fino a 4 mesi.