Attenti ai movimenti del conto corrente. Vi è un’operazione, in particolare, che può attirare l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate. Ecco di cosa si tratta.

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Dicono che il denaro non faccia la felicità, ma se devo piangere preferisco farlo sul sedile posteriore di una Rolls Royce piuttosto che su quelli di un vagone del Metrò“, diceva Marilyn Monroe. In effetti non si può negare come il denaro ci aiuti a risolvere un bel po’ di problemi. A partire dall’alimentazione fino ad arrivare alle utenze, d’altronde, sono tante le volte in cui ci si ritrova a dover sborsare del denaro per pagare i vari beni e servizi di nostro interesse.

Se tutto questo non bastasse, l’impatto del Covid ha contribuito ad aumentare uno stato di incertezza, con sempre più persone che decidono di lasciare qualche euro in più sul conto corrente. Soldi, come è facile intuire, a cui è possibile attingere in caso di imprevisti. Allo stesso tempo è bene ricordare che proprio i soldi finiscono spesso per attirare l’interesse del Fisco. In particolare, è bene sapere, vi è un’operazione che può attirare l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate. Ma di quale si tratta?  Entriamo nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Conto corrente, occhio ai controlli del Fisco: tutto quello che c’è da sapere

Al fine di contrastare l’evasione fiscale, che da sempre attanaglia la nostra società, l’Agenzia delle Entrate può decidere di effettuare degli accertamenti, rivolgendo la propria attenzione a transazioni apparentemente poco chiare. Proprio per questo motivo, ogniqualvolta si effettua un’operazione bancaria, è sempre bene prestare la massima attenzione, onde evitare di dover fare i conti con possibili inconvenienti.

Ne sono un chiaro esempio i versamenti di denaro contante in banca, oppure quando si decide di fare un bonifico bancario e non si sa come compilare la causale. Entrando nei dettagli, inoltre, bisogna sapere che, in base a quanto si evince da una recente pronuncia della Cassazione, anche altre operazioni bancarie possono diventare oggetto di verifiche da parte del Fisco, con il risparmiatore che deve provvedere a offrire apposite giustificazioni in grado di accertare la regolarità dei movimenti oggetto di controllo.

Ne è un chiaro esempio la vicenda di un imprenditore che ha versato l’assegno sul proprio conto corrente, non dichiarando tale importo in sede di dichiarazione dei redditi. Ebbene, in questo caso l’Agenzia delle Entrate ha provveduto ad effettuare gli appositi controlli, onde verificare se si trattassero di ricavi in nero. Ma non solo, è stato richiesto il pagamento dell’imposta sul ricavo e delle rispettive sanzioni.

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Richiesta che è stata legittimata anche dalla Cassazione. Attraverso la sentenza n. 24238/2021 dell’8 settembre 2021, infatti, gli Ermellini hanno dato ragione all’Agenzia delle Entrate. Il motivo? È compito del soggetto oggetto di controllo provare che non si tratta di ricavi in nero, adducendo prove di ogni singolo versamento bancario. In caso contrario bisogna provvedere al pagamento di quanto richiesto dal Fisco.