Il modus operandi è sempre lo stesso e ci si può difendere in due modi: non aprire mai la porta e non mostrare la bolletta.

Non aprite quella porta! E se proprio non ci siete riusciti, almeno non mostrate mai la vostra bolletta. Solo così potete salvarvi dai finti venditori di gas e luce. Ne avevamo già parlato dei giovanotti giacca e cravatta con cartellina in mano che scelgono un condominio e lo ‘lavorano’ tutto, solitamente a partire dall’ultimo piano fino a scendere. Se sono in due, uno parte dal tetto, l’altro dal piano terra.

E suonano tutti i campanelli spacciandosi per tecnici Enel, nemmeno venditori ma tecnici. Devono controllare le bollette e quando gliela mostrate, è finita per voi ed è una festa per loro che guadagnano una misera provvigione truffando il malcapitato. E più contratti nuovi fanno, più diventano bravi e scalano le gerarchie del marketing. Fino a diventare i responsabili delle truffe, non solo più gli esecutori materiali.

L’Enel e le grandi multinazionali si sono già difese dicendo che non c’entrano nulla con questi delinquenti, resta il fatto che le agenzie scelte per vendere i loro servizi, evidentemente non sono controllate sempre con cura.

Non mostrategli la bolletta: vi rubano i dati e falsificano la vostra firma

Il modus operandi dei giovanotti è sempre lo stesso: se riescono a leggere la vostra bolletta, rubano nome e cognome, compilano il codice fiscale online e falsificano la firma, nulla di più facile per stipulare un contratto nuovo. Ai malcapitati, poi arriva una bolletta del nuovo operatore: mai richiesta. E l’ulteriore beffa sta nel fatto che spesso costa anche di più.

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E così + successo che in Veneto, ben 400 famiglie sono state truffate ma i due finti promoter, un 25enne veneziano e un 30enne di Treviso, sono stati scoperti e denunciati. Per truffa aggravata, appunto. In questo caso le indagini erano partite da un esposto della stessa azienda per cui lavoravano i due, e hanno permesso di accertare che i truffatori, ricorrendo a raggiri, riuscivano a ottenere i dati anagrafici delle persone scelte come vittime – per lo più anziani – e i numeri identificativi dei contatori.