Il mondo bancario è in continuo cambiamento ed entro la fine dell’anno potremmo assistere a drastici tagli sia per quanto riguarda gli sportelli che posti di lavoro.

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I soldi non sono sinonimo di felicità, ma allo stesso tempo aiutano a risolvere un bel po’ di situazioni problematiche. A partire dalla spesa settimanale fino ad arrivare alle bollette, in effetti, sono davvero tante le volte che ci ritroviamo a dover mettere le mani nel portafoglio e sborsare del denaro. Proprio quest’ultimo si è reso protagonista, nel corso degli anni, di vari cambiamenti, tanto da assistere ad una rivoluzione dei metodi di pagamento.

Un processo destinato a continuare, con molte banche che sono pronte, entro la fine dell’anno in corso, a dire addio a numerosi sportelli. Ma non solo, sono a rischio chiusura anche molte filiali, finendo così per avere, inevitabilmente, delle ripercussioni negative su molti posti di lavoro. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa sta succedendo.

Banche, addio agli sportelli e posti di lavoro a rischio: tutto quello che c’è da sapere

Gli strumenti di pagamento sono in continua evoluzione, tanto da pensare che nel breve periodo ci potremmo ritrovare a dover dire addio all’utilizzo del contante e ai prelievi da conto corrente. A tal proposito desta particolare interesse, e anche preoccupazione, quanto potrebbe accadere entro la fine dell’anno in corso, dato che potremmo assistere a drastici tagli sia per quanto riguarda gli sportelli che i posti di lavoro.

A partire dalla necessità di adattarsi ad un mondo bancario sempre più all’insegna del digitale, fino ad arrivare a problemi finanziari di varia natura, infatti, sono vari i motivi per cui molti istituti sono pronti a chiudere varie filiali, finendo così per tagliare numerosi posti di lavoro.

Deutsche Bank, ad esempio, intende ridurre gli sportelli presenti sul territorio. Al momento, ricordiamo, sono 266 e l’intento sembra essere quello di ridurli a circa 150. Ma non solo, le filiali aperte presto non erogheranno più denaro contante e non si esclude la possibilità che l’istituto decida, a breve, di eliminare le attività a bassa redditività. Questo al fine di rivolgersi solo a imprese e clienti con ricchezza compresa fra 50 mila e 500 mila euro.

Da non dimenticare poi il nodo Monte dei Paschi, con alcune migliaia di dipendenti che rischiano di restare senza lavoro. L’ipotesi più accreditata è che l’istituto resti in mano pubblica e passi al Mediocredito Centrale, controllato da Invitalia. Al momento, però, nessuna decisione è stata presa in tal senso.

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Ma non solo, Bnl intende esternalizzare 900 dipendenti, mente in BPER Banca si parla di un piano esodi da 1.700 dipendenti. Anche in quest’ultimi due casi non sono ancora state prese decisioni definitive. Non resta quindi che attendere e vedere quali saranno le prossime mosse e i tagli che verranno, purtroppo, applicati dai vari istituti.