Penuria senza precedenti di lavoratori, il Belgio prova a correre ai ripari con la politica dei Bonus. Ma anche altri settori vanno in sofferenza.

Belgio lavoratori carenza
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Ben 5 mila posti vacanti e una penuria di lavoratori mai vista prima. Il caos che sta investendo il Belgio riguarda un settore preciso e, di fatto, si tratta di un riflesso di quanto accaduto nel Regno Unito all’indomani della Brexit. La categoria degli autotrasportatori, infatti, rappresenta solo una di quelle mancanti per garantire la giusta forza lavoro. Il che, nonostante la relativa preparazione di Bruxelles all’emergenza, non sta mancando di creare un intenso dibattito sulla necessità di riformare il sistema lavoro per alzare il tasso di occupazione.

Al momento, il Belgio si trova di fronte a una vera e propria crisi di lavoratori. Nel senso che in settori chiave, il Paese si ritrova con un organico inferiore al bisogno in virtù dell’impossibilità di reperire manodopera. Secondo Georges-Louis Bouchez, il presidente del partito liberale del Belgio francofono Mouvement réformateur, il gap sarebbe sensibile. Non meno di 140 mila lavoratori, infatti, mancherebbero all’appello in settori cruciali per il Paese. Dati preoccupanti che inquadrano una situazione di reperimento estremamente difficoltoso di professionisti.

 Belgio, le ragioni della crisi nella manodopera

Il problema, al momento, desta preoccupazione sul piano degli approvvigionamenti. La mancanza di trasportatori, infatti, fa sì che la circolazione delle materie prime proceda a rilento rispetto agli standard richiesti, con la seria possibilità che a rimetterci, alla lunga, siano le disponibilità di merce dei negozi. In pratica, e questo si sapeva, i camionisti sono necessari ai fini logistici. Cosa apparentemente scontata ma che, in un momento di penuria, viene fuori in tutta la sua importanza. Anzi, la portavoce della Federazione belga dei trasportatori e fornitori è stata anche più diretta: “Se vogliamo che gli scaffali dei negozi rimangano pieni, sono urgentemente necessari più camionisti”.

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Nel frattempo, in Belgio si susseguono i tentativi di incentivare i lavoratori a farsi avanti. Qualcuno ha anche pensato a un sito web apposito, con materiale didattico e informazioni varie a disposizione degli aspiranti trasportatori. Una categoria che, peraltro, non rappresenta che la punta dell’iceberg. In deficit di organico vi sarebbe anche il settore infermieristico, quello degli sviluppatori di IT e persino dell’edilizia, fra progettisti e muratori. Il problema, in alcuni casi, sarebbe da ricercare nella mancanza di qualifica, esperienza o lingua dei candidati. In altre circostanze, invece, la carenza è da un punto di vista quantitativo. La sterzata, il governo del Belgio proverà a imprimerla con la politica degli incentivi. In pratica, un supporto economico per chi si dovesse fare avanti. Sperando che qualcuno raccolga l’appello.