Sospensione e revoca della pensione di invalidità, l’ultima arma dell’INPS rivolta ai soggetti che non rispettano gli obblighi di Legge.

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La pensione di invalidità è erogata a soggetti che si trovano in condizioni talmente gravi da non poter sostenere un’attività lavorativa. La prestazione prevede la soddisfazione di specifici requisiti per accedervi. Nello specifico, le persone interessate sono quelle che presentano una condizione reddituale difficile ovvero un reddito annuale inferiore a 16.982,49 euro. Altro, e forse più importante requisito, è la comunicazione integrale all’INPS dei dati riferiti al reddito. Tale comunicazione dovrà avvenire entro una precisa tempistica e seguendo le giuste modalità pena la sospensione e la revoca della pensione di invalidità.

Chi deve comunicare il reddito all’INPS per avere l’assegno pensionistico di invalidità

La Legge elenca chiaramente tutti i soggetti che devono procedere con regolarità con la comunicazione all’INPS della propria condizione reddituale. Si tratta dei beneficiari di specifiche prestazioni quali la pensione di inabilità, la pensione dei ciechi civili, l’assegno mensile di assistenza, l’assegno sociale e la pensione ai sordi.

Tutte le persone titolari di una di queste prestazioni sono state avvisate di essere oggetto di accertamenti. L’INPS ha già identificato un numero considerevole di soggetti che non ha rispettato gli obblighi di Legge. Parliamo di circa 68.586 titolari che non hanno presentato né dichiarazione dei redditi, né responsabilità reddituali né hanno risposto a solleciti nell’anno di riferimento 2017.

La procedura prevede l’invio di un sollecito con il quale si chiede al soggetto di mettersi in regola il prima possibile. Le conseguenze di una mancata risposta sono alquanto gravi.

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Sospensione e revoca della pensione di invalidità

Per i soggetti che non hanno risposto e non risponderanno al sollecito è prevista la sospensione prima e la revoca poi della pensione di invalidità. L’INPS procederà inviando una nota di preavviso di sospensione utilizzando una raccomandata con ricevuta di ritorno. Il contenuto della missiva richiederà nuovamente l’invio della documentazione reddituale necessaria per mantenere il diritto alla prestazione.

La richiesta dovrà essere accolta entro 60 giorni. Passato questo lasso temporale, l’INPS provvederà alla sospensione della pensione di invalidità o delle altre prestazioni mentre dopo 120 giorni metterà in atto la revoca della misura. Inoltre, provvederà a calcolare tutte le somme non corrisposte dal 2017 al 2021 per poi chiederne il recupero.