Richiedere in anticipo la pensione per assistere un familiare con legge 104 è possibile, ma attenti a questa data. Ecco cosa c’è da sapere.

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A partire dagli impegni famigliari, fino ad arrivare a quelli lavorativi, sono davvero molte le cose a cui bisogna prestare continuamente attenzione. Lo sanno bene coloro che si ritrovano a dover prestare assistenza a un proprio famigliare, in quanto non autosufficiente. Un compito importante, ma allo stesso tempo impegnativo, che rende spesso difficile riuscire a conciliare famiglia e lavoro.

Proprio per questo motivo si rende necessaria l’attuazione di misure ad hoc, con i soggetti interessati che possono richiedere dei permessi appositi, grazie alla Legge 104. Proprio quest’ultima, inoltre, consente, in possesso di determinati requisiti, di andare prima in pensione, purché si rispettino i termini entro cui presentare apposita richiesta. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo come funziona.

Pensione per assistere familiare con legge 104: c’è tempo fino al 30 novembre per farne richiesta

Qualche mese fa l’Inps ha pubblicato attraverso un’apposita circolare delle novità in merito al calcolo dei permessi con Legge 104, in presenza di determinati rapporti lavorativi. Ma non solo, il lavoratore che assiste il familiare con handicap grave ha la possibilità di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro, grazie ad un sussidio corrisposto fino all’età pensionabile per la pensione di vecchiaia.

Per poter beneficiare di tale misura, però, bisogna essere in possesso di determinati requisiti e rispettare delle scadenze. In particolare le prime date utile sono state il 31 marzo e il 15 luglio 2021. Al momento, quindi, l’ultima data disponibile è quella del prossimo 30 novembre. Non è dato sapere, infatti, se tale misura verrà o meno riconfermata anche per l’anno prossimo.

Meglio conosciuta con il termine Ape Sociale, possono uscire anticipatamente dal lavoro i caregiver con almeno 63 anni di età e 30 anni di contributi. Tale sussidio, come già detto, viene corrisposto fino al raggiungimento dell’età pensionabile e non è dato sapere se verrà riconfermata anche per l’anno prossimo. Soffermandosi sul requisito contributivo di 30 anni, sono considerati validi i contributi versati a qualsiasi titolo, ovvero sia figurativi, che obbligatori o da riscatto.

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Tale indennità, come è facile intuire, è stata introdotta per offrire un aiuto alle persone che si ritrovano a dover fare i conti con le difficoltà che l’assistenza ad un famigliare inevitabilmente comporta. L’importo, ricordiamo, non può superare il limite massimo di 1.500 euro lordi al mese, con i soggetti beneficiari che non hanno diritto alla corresponsione degli assegni del nucleo familiare o assegno unico figli.