Buone notizie per molti pensionati che grazie alle rivalutazioni Inps potrebbero arrivare a percepire fino a mille euro in più. Ecco cosa c’è da aspettarsi.

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La pensione si rivela essere, indubbiamente, un traguardo importante, soprattutto dopo aver trascorso quasi tutta la propria vita alle prese con i vari impegni lavorativi e relative scadenze da rispettare. Se è pur vero che il lavoro nobilita l’uomo, però, non si può negare che spesso si riveli essere anche fonte di preoccupazione.

Non stupisce, quindi, che molti non vedano l’ora di poter finalmente accedere al trattamento pensionistico. A tal proposito interesserà sapere che l’Inps, a causa dell’aumento dell’inflazione, potrebbe a breve provvedere alla rivalutazione delle pensioni. Una decisione indubbiamente importante, con molti pensionati che potrebbero arrivare a percepire fino a mille euro in più. Ecco cosa c’è da aspettarsi.

Pensioni, occhio alle rivalutazioni Inps: tutto quello che c’è da sapere

In attesa di scoprire quali novità verranno introdotte dal governo Draghi con la prossima riforma delle pensioni, l’Inps è pronta a rivalutare i trattamenti pensionistici. L’inflazione, infatti, potrebbe raggiungere per l’anno in corso quota 1,5%. Questo porterà a dover fare i conti con una rivalutazione delle pensioni, fermo restando che servono ben 4 miliardi di euro per coprirle.

Nel 2020, ricordiamo, a causa dell’inflazione negativa non vi è stata alcuna rivalutazione. Quest’anno, però, i prezzi sono schizzati in alto e questo porterà a dover fare i conti con una manovra ad hoc, volta ad adeguare le pensioni. A tal proposito è bene sapere che, in assenza di correttivi, a partire dal 1° gennaio 2022 si torna ai tre “scaglioni Prodi”, che si rivelano particolarmente convenienti per i pensionati.

In questo caso, infatti, gli aumenti partirebbero da 126 euro in più per chi prende fino a 1500 euro al mese per arrivare ai 1027 euro l’anno per chi invece prende oltre 60 mila euro lordi. Se invece si dovesse tornare alla vecchia riforma, l’incremento varierebbe tra i 126 euro e i 484 euro annui. Il sistema Prodi a scaglioni, introdotto nel 1997, ricordiamo, si attua con un rivalutazione piena fino al 100% fino a 2000 euro, fino al 90% tra i 2000 e i 2500 euro, al 75% sopra 2500 euro.

Il sistema Letta, introdotto nel 2014, invece, si basa su cinque fasce di importo, a ciascuna delle quali corrisponde un’aliquota secca di rivalutazione, ovvero 100%, 95%, 75%, 50%, 45%, che va applicata su tutta la pensione. Nel 2018, inoltre, il governo M5S-Lega per non tornare al “metodo Prodi”, così come previsto dalla legge, decise di ampliare le fasce Letta da 5 a 7.

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In assenza di correttivi, quindi, a partire dal 2022 si potrebbe ritornare ai tre “scaglioni Prodi”. Una soluzione che permetterebbe a molti pensionati di percepire fino a circa mille euro in più all’anno. Dall’altro canto tale soluzione si rivela essere poco vantaggiosa per le casse dello Stato, con il governo che potrebbe pertanto decidere di optare per il sistema a fasce. Non resta quindi che attendere e vedere quali saranno le prossime mosse in tale ambito.