Rimborso del gas: truffa o gradita sorpresa? Ecco come fare la richiesta per ricevere i soldi, ma attenzione ai tentativi di phishing!

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Ogni tanto nella cassetta della posta, o anche nella casella email, arrivano delle belle notizie. Può capitare di ricevere una comunicazione da parte del fornitore del Gas che annuncia un credito a vostro favore, emerso da un conguaglio sui consumi. Ma si tratta davvero di soldi che vi spettano o è una truffa? In questa guida andiamo a capire la differenza tra un comunicato contraffatto e una reale nota di credito, e come fare a incassarla.

Rimborso del gas: “Gentile Cliente, ti informiamo che…”

Se vi capita di leggere queste righe in una email arrivata alla vostra casella di posta elettronica, solitamente riporta l’intestazione di un Ente, con tanto di logo e info sul tipo di rapporto in essere (pratica numero, nome e cognome, codice cliente eccetera). Può arrivare dall’Agenzia delle Entrate, dall’INPS, dall’Istituto Bancario presso cui avete il conto oppure dalla società di fornitura di Gas, Luce o Internet. Queste comunicazioni difficilmente portano buone notizie, ma ci sono dei casi in cui, scorse le prime parole, troverete una dicitura di questo genere “… secondo i nostri calcoli lei ha diritto ad un rimborso di xxx Euro. Al fine di procedere al rimborso, ti invitiamo a comunicarci entro 2 giorni un IBAN a te intestato, sul quale verrà effettuato l’accredito”.

Bisogna fare molta attenzione a questo genere di messaggi, e lasciare da parte l’entusiasmo per qualche minuto. Dietro mail di questo tipo, infatti, molto spesso si celano tentativi di phishing, ovvero truffe perpetrate da vere e proprie organizzazioni criminali il cui scopo è estorcervi i dati personali e bancari, e ovviamente svuotarvi il conto in men che non si dica.

Come riconoscere una mail contraffatta

I cyber truffatori sono molto bravi e riescono a riprodurre le pagine dei siti, le intestazioni, i loghi delle aziende e le comunicazioni formali davvero in modo molto verosimile; a colpo d’occhio è quasi impossibile distinguere una mail vera da una malevola. Basta però fare attenzione a qualche piccolo – ma fondamentale – particolare, ed evitare così danni al portafogli. Per prima cosa è necessario cliccare sul mittente e guardare da chi proviene la mail: le aziende inviano le comunicazioni da caselle generalmente “noreply@” perché sono generate automaticamente dai loro sistemi. Se notate altri tipi di casella con nomi improbabili, già significa che siete davanti ad un potenziale pericolo. Il testo scritto, poi, ad un’attenta analisi può mostrare dei piccolissimi errori di battitura, se non addirittura grammaticali. Se notate anche solamente una virgola fuori posto significa che la mail nasconde un tentativo di truffa.

Perché insospettirsi se nella richiesta c’è troppa urgenza

Ulteriore segnale che c’è qualcosa che non va risiede “nell’urgenza”. Se nel testo vi sono affermazioni che spingono ad agire entro un tot di tempo altrimenti la pratica verrà cestinata o argomentazioni simili che inducono a muoversi in fretta, significa che la truffa è in atto. I criminali conoscono i meccanismi della psicologia, e puntano proprio sui punti deboli per far meglio la presa. Se vi spetta un rimborso, o se deve arrivare un pacco, o qualsiasi pratica sia in essere, non temete perché ci sarà tutto il tempo per espletarla; chi vi mette fretta, semplicemente lo fa perché in cattiva fede.

Occhio alle truffe: attenzione ai link

Un altro fattore fondamentale a cui fare attenzione è il link che viene proposto: quelli sicuri e che rimandano a siti ufficiali delle aziende sono contraddistinti dal prefisso “htpps;//”; se a questa sigla manca la “s” significa che è un sito non sicuro; mai cliccare, dunque, su un link “http://”. Se nonostante questi segnali che avrebbero potuto farvi venire dei dubbi avete comunque effettuato l’accesso al sito, non inserite mai i dati bancari, le password dell’home banking e nemmeno codice fiscale o altri dati personali. Una volta fatto, i truffatori svuotano il conto corrente alla velocità della luce e difficilmente si fa in tempo a porre rimedio.

Il fornitore di gas rimborsa soltanto per un motivo: ecco quale

Infine, ecco il motivo principale per cui cestinare la mail prima che sia troppo tardi: un rimborso in denaro da parte del fornitore del gas spetta solamente se si è cessato un contratto. Infatti, anche a seguito di conguagli che vengono effettuati più volte durante l’anno solare, se avete pagato troppo l’importo in esubero verrà detratto alla prima bolletta utile. Può capitare infatti di ricevere una fattura da pagare con importo 0,00€, che è sempre una bella notizia a prescindere! Quindi, a meno che non abbiate cessato un’utenza, il rimborso non vi spetta e la mail truffaldina va cestinata immediatamente.

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Come  inviare i dati al fornitore di Gas per ricevere i soldi

In caso vi sia arrivata una comunicazione a seguito di cessazione di fornitura della materia prima, ci sono diverse modalità per incassare i soldi. Si può agire, infatti, dal proprio account attivato nel sito del gestore oppure chiamando l’Assistenza Clienti. Chi effettua una registrazione sul portale ufficiale del fornitore di Gas può beneficiare di comodi servizi, come ad esempio visualizzare in anteprima la bolletta e scaricarla in formato PDF, può pagare online, oppure può disattivare/attivare con un clic la domiciliazione bancaria. Nell’area personale si vede tutta la situazione inerente al tipo di contratto, il codice cliente, i consumi, lo stato dei pagamenti eccetera.

Dove inserire l’IBAN per il rimborso

All’interno del profilo utente, una volta accertato che spetta un rimborso, è necessario cercare nel menù a tendina la voce “richiedi la domiciliazione bancaria di un rimborso”. Verrà aperta una scheda dove inserire l’IBAN. Una volta effettuata questa operazione, possono trascorrere dalle 24 alle 48 ore prima di ricevere un’ulteriore mail che notifica l’avvenuta erogazione a mezzo bonifico bancario del rimborso. A seconda dei tempi del proprio Istituto Bancario, i soldi arriveranno comodamente sul conto corrente entro qualche giorno, 15 al massimo.

Per chi non ha un account chiamrare il Call Center

Per chi non ha un account registrato, l’operazione è comunque molto semplice. Basterà chiamare il numero di Call Center indicato nella mail – oppure in una delle bollette di quando l’utenza era attiva – e seguire le indicazioni per poter parlare con un operatore. La comunicazione dell’IBAN potrà avvenire in diretta al telefono e la pratica verrà elaborata velocemente.