C’è un lavoro che permette di guadagnare ben 3 mila euro al mese che nessuno vuole fare. Ecco di quale si tratta.

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L’articolo 1 della Costituzione recita così: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione“. Proprio l’attività lavorativa, in effetti, ci offre la possibilità di attingere a quella fonte di reddito necessaria per acquistare i vari beni e servizi di nostro gradimento.

Non sempre, però, le cose vanno come sperato e in alcuni casi riuscire a trovare e mantenere un impiego risulta più complicato del previsto. Se tutto questo non bastasse, l’impatto del Covid ha provocato la chiusura di molte attività, finendo così per rendere ancora più difficile riuscire a trovare un lavoro. Nonostante ciò vi è un lavoro che permette di guadagnare ben 3 mila euro al mese che sembra nessuno voglia fare. Ma di quale si tratta? Scopriamolo assieme!

Il lavoro da 3 mila euro al mese che nessuno vuole fare: cerca camionisti, ma ne trova solo 30 su 60

Il mondo del lavoro è in continuo cambiamento, tanto da portare con sé delle ripercussioni su molti lavoratori. Tante, d’altronde sono le professioni e mestieri destinati a scomparire nell’arco di soli dieci anni, costringendo in molti a dover trovare nuova collocazione lavorativa. Proprio considerando le difficoltà del momento, quindi, non può non destare scalpore la notizia che arriva dalla provincia di Salerno. Come riportato da Il Corriere della Sera, infatti, vi è un lavoro che, a quanto pare, nessuno vuole fare.

Ma di quale si tratta? A quanto pare del camionista. A raccontarlo è Gerardo Napoli, amministratore unico di Napolitrans, azienda di trasporti con quartier generale in provincia di Salerno, che qualche tempo fa è finito al centro dell’attenzione per la sua ricerca di camionisti con stipendi pari a 3 mila euro al mese. Ebbene, dopo l’articolo pubblicato sul Corriere, l’azienda, sempre come si evince dal noto giornale, è riuscita a portare a termine 30 assunzioni su 60 posti disponibili.

Ma la carenza di manodopera resta, bisogna studiare un sistema che favorisca l’ingresso dei futuri autotrasportatori mentre stanno studiando per la patente“, ha quindi ribadito Napoli. In particolare l’amministratore unico dell’azienda ha spiegato che in Italia pochi riescono a fare il camionista, in quanto “ci vuole la patente E. Per prenderla servono seimila euro circa e sei mesi di studio. Non tutti hanno la costanza e i soldi”.

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Una vicenda che non passa di certo inosservata, con Napoli che ha sottolineato come l’azienda non possa farsi carico del costo della patente. “Si fa presto a fare i conti: 6 mila euro per 60 lavoratori equivarrebbero a 360 mila euro, un investimento troppo oneroso. Per di più con il rischio che presto il lavoratore si licenzi per passare a un concorrente. Ma se ci fosse un investimento pubblico per aiutare disoccupati in uscita da un’azienda in crisi a conseguire la patente, noi valuteremmo con attenzione le candidature. L’importante è che si tratti di persone con la giusta attitudine“.