Cultura generale elevata, capacità di improvvisare e ovviamente conoscenza della lingua straniera: le caratteristiche fondamentali per diventare interprete professionale: cosa si studia e quanto si guadagna?

interprete professionale

L’interpretariato richiede una formazione linguistica universitaria: sicuramente persone bilingui possono essere facilitate nel percorso e provare a lavorare anche senza titoli di studio. Ma, nella prassi, una formazione universitaria sta alla base di questa professione, in quanto la conoscenza della lingua deve essere profonda e consolidata con studi e tecniche specifici.

Il corso di laurea specifico è quello di Mediazione Linguistica in traduzione e interpretazione: dopo la laurea triennale in una delle discipline afferenti alla facoltà di lingue, è possibile scegliere Traduzione Specialistica e Interpretariato di Conferenza.

I corsi prevedono lo studio di tecniche specifiche ed esercitazioni, che permettono ai candidati di acquisire sempre maggiore padronanza della lingua e di esercitarsi alla traduzione simultanea.

Competenze e responsabilità dell’interprete

L’interprete deve conoscere almeno due lingue in tutte le sue peculiarità più letterarie (grammatica, sintassi, espressioni tipiche, corretta pronuncia etc.). Deve avere anche capacità che vanno oltre la conoscenza tecnica. Per effettuare traduzioni verbali simultanee occorre anche avere una innata proprietà di linguaggio, spirito di adattamento e di improvvisazione, uniti a una grande capacità di ascolto attivo.

Questa professione, inoltre, prevede che nella maggior parte delle situazioni sia necessario un interprete proprio perché c’è una specificità nei contenuti. La preparazione del professionista sta anche nel fatto che la sua conoscenza della lingua deve essere specializzata in campi specifici, come ad esempio politica, medicina, diritto, economia, cinema, arte etc.

Traduttore e interprete, che differenza c’è?

La differenza tra le professioni di traduttore e interprete è molto semplice. Riguarda il canale comunicativo di riferimento: il traduttore si occupa di testi scritti, mentre l’interprete opera su comunicazioni verbali.

Seppure partano dalla stessa formazione linguistica, i professionisti hanno dei percorsi di specializzazione diversi. L’interprete necessita di un numero maggiore di ore di esercitazioni sul campo, proprio perché la comunicazione verbale avviene in tempi molto ristretti e i suoi interventi sono necessari seduta stante, dal vivo.

All’interprete è necessaria una maggiore capacità di ascolto e oratoria, e deve conoscere le “fluency” di entrambe le lingue, sia quella originale sia quella tradotta. Il traduttore invece ha maggiori competenze letterarie, nella strutturazione dei testi, conoscenza di un maggior numero di parole, e non deve avere le peculiarità di prontezza e spigliatezza richieste a chi invece traduce dialoghi e discussioni dal vivo.

Dove può lavorare un in interprete professionale

L’interprete può lavorare in una gamma vastissima di contesti: ad inizio carriera si partecipa a convegni, fiere, premi internazionali, musei e mostre.

Col crescere della professionalità le occasioni di lavoro possono diventare più importanti. Si può essere convocati in aule di tribunale per tradurre le testimonianze, durante atti ufficiali, firma di contratti, incontri istituzionali, dirette tv di incontri, vertici politici, summit, incontri di capi di stato o religiosi.

Interpreti giudiziari, per tribunali e questure

Per lavorare come interprete in questi contesti specifici legati alla sicurezza e alla giustizia, è necessario superare un esame post-laurea presso la Camera di Commercio. C’è quindi un Albo specifico a cui si accede, la cui iscrizione è necessaria per poter procedere con la presa in carico del lavoro.

Tramite l’Albo dei Traduttori Giurati e Interpretariato si può essere contattati anche per interventi più delicati, come traduzioni di intercettazioni telefoniche, perquisizioni, mandati di cattura e altro.

Interpreti presso la UE

Per diventare interpreti presso le sedi dell’Unione Europea vengono banditi annualmente dei concorsi sulla Gazzetta Ufficiale della UE, che permettono di entrare come funzionari. Per lavorare come liberi professionisti, invece, è necessario superare un test di accreditamento.

Quanto guadagna un interprete professionale?

L’interprete professionale secondo i dati Istat lavora prevalentemente come autonomo, percependo un compenso medio giornaliero che va dai 200 ai 400 euro lordi. Talvolta l’interprete è assunto dalle aziende e percepisce uno stipendio medio che sta intorno ai 1500 euro netti.

Come in tutte le professioni svolte in proprio, col passare del tempo e la crescita della propria esperienza, i compensi possono aumentare e portare a livelli più elevati di guadagni e a maggiori soddisfazioni.

La richiesta di interpreti è in forte crescita

L’interprete si presenta come una professione in forte espansione, a causa delle maggiori interazioni sia tra stati europei che extra-europei. Commercio, industria, arti creative stanno conoscendo una grande richiesta di mediazione linguistica rispetto al passato.

Anche nelle istituzioni si ha una necessità crescente di mediazione linguistica, dovuta sia all’emigrazione che allo scambio interculturale. Questi fenomeni presentano sempre più spesso la necessità di un esperto in lingue e in maggiori contesti della vita sociale.

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Le caratteristiche che deve avere un interprete

Alla figura dell’interprete sono richieste abilità particolari, che vanno oltre la conoscenza delle lingue. Vediamo quali sono le responsabilità principali che il professionista deve garantire al committente:

Valutazione dei contesti e dei toni di voce

L’interprete non deve solo effettuare una mera traduzione dei discorsi. Deve anche percepire le emozioni della persona che sta parlando: se assume un tono scherzoso, se presenta incertezza, se fa interventi ironici, deve decifrare toni più seri o solenni e trasmettere tali emozioni al pubblico che lo ascolta

Bella presenza

il professionsita deve sapersi calare nei diversi contesti di lavoro. Dovrà essere in grado di presenziare anche eventi importanti, con il giusto dress code e atteggiamento, e che sappia onorare anche usanze e modi di fare delle diverse realtà culturali presenti

Collaborazione con altri esperti di comunicazione e traduttori

L’interprete spesso deve rapportarsi anche con i mezzi di stampa, con professionisti di radio e TV, e anche coi traduttori. Ogni occasione dal vivo presenta diverse necessità.  Un professionista deve sapersi spendere anche come componente di una squadra più ampia che assiste l’intero evento in questione

Capacità di studio e adattamento

In caso di chiamate in eventi di settore, come per convegni scientifici, processi in tribunale e simili, l’interprete deve garantire di avere una esperienza o formazione particolari per poter comprendere appieno i termini utilizzati e saperli tradurre ottimamente. Le varie discipline vanno studiate col dovuto anticipo e talvolta sono richieste certificazioni specifiche per poter operare in quel particolare settore.