Il “Grande Fratello del Fisco” esiste ed è pronto a prendere di mira anche gli affitti brevi. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa sta succedendo.

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Alle prese con i vari impegni della vita quotidiana, capita a tutti di desiderare di staccare finalmente la spina e trascorrere dei momenti all’insegna del relax. Visto il momento storico che ci ritroviamo a vivere a causa del Covid, però, sono molte le restrizioni con cui ci si ritrova a dover fare i conti. Proprio per questo motivo non stupisce che in tanti abbiano deciso di rinunciare alle tanto desiderate vacanze o comunque optare per delle soluzioni più economiche.  Ne sono un chiaro le case vacanze, dove è possibile soggiornare grazie a degli affitti brevi, spendendo meno rispetto ad altre strutture ricettive.

Una soluzione, quella degli affitti brevi, che si rivela allo stesso tempo adatta in caso di trasferimenti momentanei, ad esempio per motivi di studio, lavoro o per il semplice desiderio di restare un po’ da soli. A prescindere dal motivo per cui si decide di prendere una casa con un affitto breve, è sempre bene che anche queste operazioni finiscono nel mirino del Fisco, con quest’ultimo pronto a dare il via ad una sorta di Grande Fratello, dove nulla potrà sfuggire. Ma cosa sta succedendo? Entriamo nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Affitti brevi, attenti al Grande Fratello del Fisco: in arrivo la banca dati del turismo

Il Fisco ci controlla tutti i giorni e sa tutto di noi. Una sorta di Grande Fratello fiscale, volto a contrastare l’evasione, che a breve potrebbe avere ulteriori risvolti. Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, infatti, ha firmato il decreto ministeriale che disciplina la banca dati delle strutture ricettive e degli immobili destinati agli affitti brevi. Ma di cosa si tratta?

Ebbene, presto i locatori di affitti brevi, albergatori e bed & breakfast saranno inseriti in una banca dati della ricettività, attraverso la quale si cercherà di contrastare l’evasione nel settore del turismo. Il ministro del Turismo ha quindi firmato il decreto ministeriale che disciplina la nascita di questa piattaforma che servirà a mappare le strutture ricettive e gli immobili destinati agli affitti brevi. Una misura che era già stata prevista con il decreto legge n. 34 del 30 aprile 2019 e che a breve potrebbe essere attuata.

Cosa comporterà la banca dati degli affitti brevi

Entrando nei dettagli, in base ai commi 4-5 dell’articolo 13-quater del Dl 34/2019 la banca dati prevede che le unità destinate ad affitto breve presenti nel territorio nazionale siano identificate “mediante un codice da utilizzare in ogni comunicazione inerente all’offerta e alla promozione dei servizi all’utenza, fermo restando quanto stabilito in materia dalle leggi regionali“. Un obbligo, quest’ultimo, che riguarderà i locatori di immobili con contratti di durata inferiore a 30 giorni.

Ma non solo, anche i titolari di strutture ricettive, i soggetti che esercitano intermediazione immobiliare e i portali telematici. In caso contrario i soggetti interessati rischiano di dover fare i conti con una sanzione pecuniaria da 500 euro a 5 mila euro. Ogni annuncio di affitto breve pubblicato online dovrà possedere il codice identificativo ed essere iscritto alla banca dati.

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Quest’ultima conterrà informazioni di vario genere, come la tipologia di alloggio, ma anche l’ubicazione e il soggetto che esercita l’attività ricettiva. Il decreto attuativo del ministero del Turismo, ricordiamo, ha già ottenuto parere favorevole del Garante per la privacy. Nei prossimi mesi verrà indetta una procedura pubblica per affidare la realizzazione della piattaforma. Non resta quindi che attendere e vedere quali saranno le prossime mosse del Grande Fratello di Fisco.