Nell’ambito della lotta all’evasione, il Fisco potrebbe a breve avere il via libera per sapere davvero tutto di noi. Ecco cosa sta succedendo.

Fisco controlli
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Il denaro non garantisce la felicità, ma aiuta sicuramente a risolvere un bel po’ di situazioni problematiche. Non stupisce pertanto il fatto che i soldi finiscano spesso al centro di discussioni, così come di controlli da parte delle istituzioni. In particolare, in presenza di movimenti sospetti, il Fisco si mette subito al lavoro pur di riuscire a individuare possibili reati di evasione fiscale.

Come noto, a finire in genere sotto la lente d’ingrandimento dell’Agenzia delle Entrate sono le varie transazioni, in entrate e in uscita, sul conto corrente. Ma non solo, il governo starebbe lavorando per aumentare i poteri dell’istituto, in modo tale da poter accedere anche ai dati di altri rami della pubblica amministrazione. Una sorta di Grande Fratello, con il Fisco che potrebbe in questo modo sapere davvero tutto di noi.

Lotta all’evasione, il Fisco sa tutto di noi: cosa c’è da aspettarsi

Mentre in Italia si continua a discutere dei vaccini e dell’obbligatorietà del Green Pass anche sui posti di lavoro, il governo continua indisturbato a lavorare per la prossima riforma del Fisco, che dovrebbe portare con sé delle importanti novità. In particolare, in base alle ultime indiscrezioni, sembra che lo scopo sia quello di permettere al Fisco di sapere davvero tutto di noi, a partire dalle piccole spese fino ad arrivare a quelle più importanti.

Una sorta di Grande Fratello fiscale, volto a contrastare l’evasione, ma che potrebbe in molti casi mettere a rischio i dati sensibili di milioni di italiani. Lo scopo, infatti, sarebbe quello di rivoluzionare le modalità d’uso da parte dell’Agenzia delle Entrate dei dati in suo possesso. A questi, infatti, il governo intenderebbe aggiungere anche quelli degli altri rami della pubblica amministrazione. Una decisione che permetterebbe al Fisco di poter controllare e incrociare facilmente tutti i “dati sensibili” degli italiani.

Già ad oggi, a pensarci bene, sono davvero tantissime le informazioni di cui l’Agenzia delle Entrate è in possesso. Tra queste, ad esempio, si annoverano quelle dei conti correnti, le spese per l’istruzione, ma anche utenze di luce, gas e telefonia, così come eventuali spese veterinarie, funebri e assegni per il coniuge. Tutti dati importanti, che permettono al Fisco di definire il profilo economico e patrimoniale di un soggetto e fare verifiche in caso di movimenti sospetti.

Il ruolo del garante della Privacy

Allo stesso tempo, al fine di tutelare la riservatezza dei cittadini, l’operato dell’Agenzia delle Entrate risulta ad oggi in parte limitato dall’intervento del garante della Privacy. Proprio quest’ultimo, infatti, è già intervenuto a più riprese per bloccare eventuali pretese che potrebbero mettere a rischio i dati sensibili dei contribuenti. Proprio per superare questo ostacolo, quindi, il governo sarebbe pronto a introdurre una norma ad hoc.

Quest’ultima permetterebbe al Fisco di poter accedere al maggior numero di informazioni possibili, anche grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.  Il tutto si potrebbe realizzare senza che l’Agenzia delle Entrate sia costretta a chiedere il via libera dell’autorità garante. Una situazione, quest’ultima, che potrebbe verificarsi nel caso in cui si vadano a ridurre le competenze del garante stesso. A tal fine, però, bisognerebbe modificare il “Codice in materia di protezione dei dati personali”. Uno scenario, quello che si prospetta, che finirebbe per vedere il Fisco pronto a entrare in possesso di tutti i nostri dati.

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Una lotta, quella all’evasione fiscale, che finirebbe quindi per ledere in molti casi il diritto alla privacy. Un argomento, quello della protezione dei dati sensibili, di cui si discute continuamente, anche per via del Green Pass, ma per cui non sembra si riesca a trovare una soluzione in grado di garantire i diritti di tutti i cittadini, senza distinzioni. Al momento, comunque, per quanto riguarda la Riforma del Fisco ancora nulla è stato deciso. Non resta quindi che attendere e vedere quali saranno le prossime mosse del governo in tal senso.