Pochi giorni al decollo ma la situazione lavoratori tiene ancora sul filo la nuova compagnia di bandiera. Il piano voli di ITA intanto è pronto.

Ita compagnia aerea Alitalia
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Tre lettere per un’eredità pesantissima. Non solo per le vicende che ne hanno determinato la fine ma anche per la qualità dell’equipaggio che l’ha sempre contraddistinta. ITA raccoglie il testimone di Alitalia, fra pochi giorni inizierà ufficialmente coi decolli (in concomitanza con le nuove regole sul Green Pass, il prossimo 15 ottobre) e di tempo per sciogliere gli ultimi nodi rimasti. Non molti ma comunque importanti. Perché i biglietti, ad esempio, sono già disponibili e le prenotazioni sono attive ma persiste uno stop tutt’altro che secondario.

Gli amministratori delegati di Alitalia, infatti, continuano a frenare sulla formazione sia dei piloti che degli assistenti di volo passati direttamente alle dipendenze della nuova compagnia, mentre la restante parte del vecchio personale oscilla ancora sull’orlo del licenziamento. Il 23 settembre scorso erano partite le assunzioni dirette per Italia Trasporto Aereo, con il reclutamento di 1.500 dipendenti per la propria flotta fra piloti e assistenti di volo. I quali, peraltro, rispetto a quanto percepito dagli ex dipendenti di Alitalia, si ritroveranno in busta paga degli stipendi meno corposi.

ITA decolla, capitolo lavoratori: la questione del taglio stipendi

Secondo quanto spiegato dalla stessa ITA nel Regolamento aziendale inviato ai sindacati, il taglio si aggira sul 50%, in alcuni casi persino al di sopra rispetto a quanto percepito con Alitalia. Un aspetto del “decollo” che aveva lasciato perplessi i sindacati, Filt Cgil in testa, che aveva ritenuto grave la controtendenza rispetto alle norme del Decreto Rilancio. In pratica, il Regolamento aziendale ha preso il posto del Contratto collettivo nazionale. Con delle modifiche sostanziali, peraltro, anche su altri aspetti della vita lavorativa, come le ferie: 19 giorni di riposo all’anno, appena 6 fra maggio e settembre. Altro capitolo che aveva scatenato l’ira delle sigle sindacali, anche se la stessa ITA ha tenuto a far sapere che i trattamenti rispettano quanto previsto dal Ccnl di settore.

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Nel frattempo, la compagnia ha già disposto il piano di debutto sul mercato dei voli. Il piano industriale, approvato il 15 luglio scorso, ha decretato un allestimento comprensivo di 52 aerei per la flotta (78 l’obiettivo per i prossimi anni) e un personale di pianta organica fra i 2.750 e i 2.950 dipendenti. Le assunzioni dovrebbero beneficiare comunque di contratti più flessibili rispetto a quelli degli altri vettori (inclusa l’ex Alitalia). Gli aerei della flotta saranno tutti di ultima generazione a partire dal 2022 (con occhio alla sostenibilità grazie all’uso di carburanti non inquinanti). Le destinazioni in salita dalle attuali 45 alle future 74 tra quelle a lungo raggio. Già nell’inverno prossimo, saranno raggiungibili mete come Tokyo e New York. In estate, largo anche ad altri voli intercontinentali con Brasile, Argentina e con la costa pacifica degli Stati Uniti. Le capitali europee, invece, fanno già parte del piano volo.