Quanto guadagna un pilota di linea? La domanda sorge spontanea mentre si assiste alla battaglia economica tra Ita e Alitalia.

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Da qualche settimana stiamo assistendo ad uno scontro definibile come “economico” tra Alitalia e Ita che coinvolge la Commissione Europea e le altre compagnie aeree. Uno dei principali problemi riguarda gli esuberi dei lavoratori. Il progetto di Ita è iniziare con 2.800 dipendenti da scegliere tra le tante candidature arrivate all’apertura della piattaforma di assunzione. Parliamo di più di 29 mila curriculum che includono le 7.200 candidature avanzate dai dipendenti Alitalia. Il numero supera di gran lunga il limite previsto dalla nuova compagnia. Da qui la richiesta dei sindacati di garantire ammortizzatori sociali per quattro anni e la risposta di Ita riguardante un abbassamento degli stipendi dei naviganti.

Quanto guadagna un pilota di linea

La figura del pilota di linea è nell’immaginario collettivo un lavoratore elegante, capace di assumersi grandi responsabilità e di gestire con efficacie le situazioni più svariate. Tanti bambini sognano di pilotare un grande aereo, ma quanto guadagna questa figura professionale?

Per raggiungere una posizione così importante occorre studiare duramente, acquisire licenze e superare tanti esami. Al termine di questo lungo e faticoso percorso, però, si otterrà un lavoro di prestigio che porterà a guadagnare in media 5 mila euro al mese per i voli dalle brevi tratte e fino a 8 mila euro per i lunghi percorsi. Naturalmente ci saranno delle differenze in base alla compagnia aerea di appartenenza così come concorreranno alla formazione dello stipendio gli scatti di anzianità accumulati. E’ possibile constatare una differenza di 10 mila euro tra un primo ufficiale al suo volo di debutto e un comandante a fine carriera.

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Comandante della flotta Ita, quanto guadagna in meno rispetto alla concorrenza?

I sindacati hanno riscontrato che i contratti Ita per i naviganti – piloti e assistenti di volo – prevedono una retribuzione inferiore agli stipendi erogati dalle compagnie low-cost. L’esempio riportato è di un pilota Alitalia che passa ad Ita con alle spalle 24 anni di anzianità. Andrebbe a guadagnare 114 mila euro lordi all’anno, meno dei 140 mila euro lordi previsti per un giovane comandane della Ryanair con soli 7 anni di anzianità. Cifre ancora più basse spetterebbero, dunque, ai piloti con minori anni di contributi che si affiancherebbero alla diminuzione di stipendio per gli assistenti di volo. Secondo indiscrezioni, Ita pagherebbe agli steward e alle hostess circa 35 mila euro all’anno mentre rimarrebbero negli standard i pagamenti per i lavoratori di terra, circa 34 mila euro all’anno.