Il conto cointestato è uno strumento molto utile, ma può capitare per svariate ragioni di voler recedere. Qual è la prassi da seguire in questi casi 

Conto cointestato
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Il conto cointestato è un’opzione che consente a due o più soggetti di intervenire sul medesimo deposito. Naturalmente ha i suoi pro e i suoi contri che vanno ben ponderati al momento dell’apertura del conto. 

Ad esempio qualora ci sia un debito sul c/c, tutti i cointestatari sono ritenuti responsabili, anche se in realtà la colpa è di uno solo dei soggetti in questione. In generale possono esserci tante ragioni che possono portare a cambiare idea, si pensi al caso di una coppia in procinto si separarsi. Che senso avrebbe continuare ad avere un conto congiunto?

Conto cointestato: come recedere evitando la chiusura

Per effetto di ciò, è bene comprendere in che modo si può recedere da questo genere di strumento bancaria, senza però comportarne l’eliminazione dello stesso.

Ciascun correntista può togliere facilmente il nome dal gruppo di cointestatari in qualsiasi momento lo desidera. Non basta che inviare una comunicazione alla banca (tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o Pec) in cui si esprime la volontà di recedere dal contratto. 

Una volta espletata questa prassi, gli altri partecipanti vengono informati della decisione. Non hanno però diritto a nessun genere di spiegazione. Il soggetto uscente dovrà solamente indicare un termine di preavviso di almeno 15 giorni. 

Se al momento dell’uscita si desidera ottenere la liquidazione delle somme spettanti, la banca può convocare gli altri cointestatari per avere la loro autorizzazione. In realtà si tratta di un passaggio non obbligato, in quanto in virtù del principio di solidarietà attiva, l’istituto di credito deve corrispondere al creditore ciò che gli spetta.

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L’unica eccezione riguarda la firma congiunta. In questo particolare caso, se si superano determinate cifre, è necessaria la presenza di tutte le parti in causa. In linea di massima è così, ma dipende anche dagli accordi presi con la banca al momento della stipula del contratto. Quindi, qualora ci si renda conto di aver commesso un errore, si è sempre in tempo per lasciarsi tutto alla spalle, senza recare danno agli altri cointestatari.