Tornano in auge le discussioni sul salario minimo che di fatto porterebbe anche ad un aumento mensile. A quanto ammonta e chi può beneficiarne

Salario minimo
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Il tema del salario minimo torna prepotentemente in auge in Italia. A riportarlo tra i banchi della politica ci hanno pensato alcuni partiti della maggioranza, ovvero Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Liberi e Uguali spalleggiati dal sindacato CGIL.

L’obiettivo è quello di garantire ad ogni lavoratore una paga minima paritaria. Si tratterebbe di una vera e propria svolta che comporterebbe anche un aumento dello stipendio ed eliminerebbe il problema dei lavoratori sottopagati.

D’altronde i dati ISTAT e INPS parlano chiaro: circa 4 milioni di lavoratori percepiscono una retribuzione oraria inferiore a quella che sarebbe garantita qualora fosse realmente istituito un regime di retribuzione minima.

Salario minimo: importi e categorie di lavoratori interessati

Al momento però rimane solamente una dolce suggestione, o meglio, la proposta deve ancora passare per diverse discussioni in aula. Quindi, è bene intraprendere la strada della cautela, onde evitare che molti lavoratori possano rimanere delusi.

Qualora invece l’iter dovesse andare come molti dei diretti interessati spettano, si avrebbe finalmente uno strumento complementare al Reddito di Cittadinanza. A quel punto non ci sarebbe più il vantaggio nel rimanere a casa per intascare di più grazie al bonus. 

Il salario minimo garantirebbe un introito maggiore come è giusto che sia e di conseguenze incentiverebbe le persone senza un’occupazione a cercarne una, anziché rimanere a casa in poltrona.

Ma a quanto ammonta questo tanto sospirato salario minimo e chi può beneficiarne? Vediamolo nel dettaglio. Il presupposto base è che il lavoratore non può prendere meno di 9 euro per ogni ogni ora di lavoro prestata. 

In base alle proiezioni, i diretti interessati avrebbero un incremento medio annuo di circa 1070 euro, ovvero poco meno di 100 euro al mese. Cifre che soprattutto in questa fase possono far comodo e che rendono giustizia al tempo impiegato per svolgere la propria mansione.

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Andando a vedere degli esempi pratici, barman, pizzaioli, camerieri e cuochi oggi vengono pagati mediamente 8,77 euro l’ora, le guardia giurate 8,21 euro, gli addetti alle pulizie 7,28 euro, il personale addetto al turismo 8,97 euro e centralinisti e autisti 8,41 euro.

Potrebbero rientrare tra i beneficiari anche i riders di cui si parla molto per via delle condizioni non proprio favorevoli a cui devono sottostare, i lavoratori domestici e dell’agricoltura. Non resta che attendere l’eventuale disegno di legge per capire in che modo questa situazione può mutare una volta per tutte.