Dalla Dengue alla Chikungunya: il rischio portato dalla zanzara giapponese può essere multiforme. Come limitare la proliferazione.

Zanzara virus Italia
Foto di Gabriela Piwowarska da Pixabay

L’estate è ormai vicina al capolinea ma, a quanto pare, i conti con le zanzare dovremmo farli ancora per un pezzo. Con una in particolare, proveniente da un Paese lontano ma in grado, sembra, di portare delle conseguenze molto prossime. Arriva dal Giappone la zanzara che sta mettendo in apprensione il nostro Paese, segnalata già nella zona settentrionale della Penisola e, secondo gli esperti, potenzialmente molto pericolosa per la nostra salute. Il rischio sarebbe legato perlopiù alla possibilità di diffusione di una serie di virus.

Dalla febbre del Dengue alla Chikungunya, la zanzara giapponese è identificata col nome scientifico di Aedes japonicus, a indicarne la provenienza. Comunemente alle altre specie di questo insetto, prolifera in ambienti umidi e, in molti casi, anche in altri dove le temperature raggiungono picchi di rigidità elevati. Secondo quanto riferito a Repubblica dal responsabile del laboratorio di parassitologia dell’Istituto zooprofilattico di Padova, Fabrizio Montarsi, nonostante viva in zone boscose, la zanzara giapponese ha imparato a riprodursi in città. Il che la rende ancora più pericolosa.

Zanzara giapponese in Italia, quali rischi può portare: il parere degli esperti

Per quanto riguarda l’aspetto, la fisionomia è del tutto simile alla zanzara tigre. Un fattore che ne aumenta la pericolosità è il suo adattamento piuttosto agevole ai climi dell’Europa centrale e meridionale. Il che riesce a farla sopravvivere anche al clima invernale, tendenzialmente meno rigido. Secondo i veterinari, è possibile che la sua proliferazione possa interessare anche la zona occidentale dell’Europa. Gli esperti ritengono che il rischio sia connesso soprattutto all’encefalite giapponese, un’emicrania che provoca intensi e pulsanti mal di testa. Tuttavia, non si esclude la possibilità che la zanzara si trasformi in un vettore virale per diversi tipi di infezioni.

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In Europa, comunque, al momento non è stato riscontrato alcun caso di cefalea giapponese. Né, apparentemente, di altre malattie potenzialmente connesse alla zanzara. Come spiega Montarsi, affinché vi sia la trasmissione del virus occorre che “ci siano l’insetto, il virus e lo stesso identico ambiente in cui questa trasmissione è possibile“. Ovvero quello tipico del Sud-Est asiatico. Chiaramente, possono essere adottate delle precauzioni tampone, come evitare che vi siano stagnazioni d’acqua e non lasciare scoperti contenitori che possono riempirsi, magari con la pioggia. Il tutto in attesa che vi siano a supporto delle indagini più precise. La prevenzione può essere decisiva.