Il Corriere svela una clamorosa truffa in bolletta perpetuata ai danni di ignari utenti. L’azione, ben studiata ed organizzata, è stata smascherata dalla Procura di Milano.

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I trucchi per togliere denaro agli utenti titolari di contratti telefonici sono tanti e vari. Conosciuta da tutti è la truffa relativa ai servizi aggiuntivi – suonerie, giochi, oroscopi, meteo – attivati senza consenso volti a scalare mensilmente cifre più o meno cospicue al cliente. Truffa meno nota è quella recentemente smascherata dalla Procura di Milano e resa nota dal Corriere della Sera. Si tratta di applicare un costo di 9 centesimi per ogni pagina web visitata per un massimo di 1 euro al mese. In questo modo l’utente difficilmente si sarebbe accorto del raggiro mentre i guadagni per i truffatori sarebbero stati facili ed elevati data l’applicazione della truffa su vasta scala.

Truffa in bolletta, il raggiro è stato smascherato

La Procura di Milano ha concentrato l’ultimo anno sulle perquisizioni a WindTre. E’ riuscita, così, a smascherate in primis la maxi truffa in bolletta sui servizi aggiuntivi a pagamento attivati senza reale consenso dell’utente per passare, poi, ad una truffa ingegnosa e redditizia. Entrare in specifiche pagine web costava all’utente 9 centesimi, cifra che si accumulava fino al raggiungimento di un tetto massimo, 1 euro. Un importo basso che non avrebbe destato l’attenzione del cliente della compagnia telefonica. Al truffatore consentiva, però, di non farsi scoprire e di mettere da parte guadagni interessanti agendo su larga scala. 

Gli importi degli ultimi sequestri

La gip Patrizia Nobile ha ordinato un maxi sequestro preventivo che si aggiungerà ai 21 milioni di euro sequestrati nei mesi passati a Wind. Il riferimento è ai servizi aggiuntivi fraudolenti attivati da società partner fornitrici di contenuti come Yoom e Bright Moby utilizzando l’hub tecnologico Pure Bros. L’ultimo sequestro preventivo riguarda, invece, 204 mila euro dei conti Accenture e 109 mila euro dei conti Vetrya. Secondo quanto riferito dal Corriere, quest’ultima società ha visto indagare per frode fiscale l’amministratore delegato Luca Tomassini, il direttore amministrativo Alessandro Prili e l’operativo Simone Polverini.

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La risposta di WindTre

Il registro è attualmente cambiato in seguito alle indagini della Procura su WindTre. L’utente, secondo le nuove regole, per avere un servizio aggiuntivo deve effettuare richiesta di rimuovere il blocco preimpostato. Si è passati, così, da 8 milioni e 278 mila clienti con barring attivato a 390 utenti che hanno chiesto la non attivazione del blocco.

Il responsabile attuale della compagnia subentrato a chi indagato nel ruolo, poi, ha aggiunto che le attivazioni su Accenture sono diminuite sostanzialmente. Da 30/40 mila attivazioni giornaliere ad aprile 2020 si è scesi a 2 mila attivazioni a giugno per arrivare a zero nel mese di luglio dello stesso anno.